Nave mercantile a largo di Ischia affonda un peschereccio. Due i dispersi

di Luigi Rubino

II golfo di Napoli non è sicuro. La conferma viene dai continui incidenti accaduti in questi ultimi tempi. Drammatico è quello accaduto in una tranquilla  mattinata con cielo sereno e mare calmo. Sono quasi le 8, quando la “Jolly Grigio”, una nave mercantile della Compagnia “Ignazio & CMessina che trasporta containers, salpata intorno alle 7 dal porto in direzione Marsiglia, a due miglia e mezza da Punta Pancrazio ad Ischia, sperona, senza accorgersene, il peschereccio “Giovanni Padre” partito, come ogni mattina, dal porticciolo Granatello di Portici. L’impatto della prua con il peschereccio è violento. Colpito il lato destro sulla murata di dritta.

La velocità e la stazza della nave ( quasi 23 mila tonnnellate), riduce in brandelli il peschereccio che trascina con sè in mare i due corpi di Vincenzo e Alfonso Birra, rispettivamente padre e figlio di 43 e 21 anni, nativi di Ercolano. L’altra persona che è a bordo, Vincenzo Birra, esperto capitano viene salvato, fortunatamente, subito dopo da un altro peschereccio che si trova in zona. Scatta immediatamente l’allarme. Sul posto giungono le motovedette della Capitaneria di Porto di Napoli e Torre del Greco, che con il supporto di mezzi aerei, iniziano le ricerche dei superstiti. Nel frattempo, Vincenzo Birra, scampato da una morte sicura viene trasportato all’ospedale  Rizzoli di Ischia. Le sue condizioni non sono gravi. L’uomo è in preda soltanto ad un forte scioc – fanno poi sapere, poco dopo, i sanitari del nosocomio dell’isola. Ma quali possono essere state la cause che hanno procurato la tragedia? Secondo alcuni testimoni e da quanto si deduce dal racconto del sopravissuto Birra, il mercantile si sarebbe avvicinato troppo alla peschereccio e  avrebbe agganciato le reti calate in mare trascinando di conseguenza, e senza accorgersene per qualche miglio la barca dei pescatori. La procura della Repubblica di Napoli, ha subito avviato un’inchiesta e sequestrato il mercantile. La Guardia costiera di Napoli ha  nel frattempo arrestato in flagranza, su disposizione del procuratore aggiunto Giovanni Melillo e dei pm Alessandro Cimmino e Giovanni Corona, il Terzo Ufficiale e il timoniere del mercantile. L’ipotesi di reato nei confronti dei due  è quello di disastro colposo. Si ipotizza infatti che al momento della tragedia la nave era senza comando.

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