Il mare del golfo di Napoli sempre più nero…

SCATTANO I CONTROLLI  ANTIQUINAMENTO NELLA ZONA PORTUALE

Dovrebbe essere il fiore all’occhiello di Napoli, ma purtroppo il discorso si perde nella notte dei tempi. Il mare, risorsa naturale della città, continua ad essere minacciato dall’inquinamento, da scarichi che spesso non si sa da dove provengono. Un rigagnolo nero e puzzolente è apparso ieri nelle acque del golfo partenopeo nei pressi dei moli 54 e 56.  Immediatamente è scattato l’allarme. Vigili del fuoco, sommozzatori della Protezione Civile, polizia, operatori dell’Usl e di Castalia e tecnici dell’Arpac sono intervenuti per circoscrivere la zona ed individuare i motivi della comparsa del preoccupante fenomeno.

Sul posto si sono anche presentati le massime Autorità portuali e i responsabili dei cantieri del Mediterraneo e di Conateco. Subito i tecnici specializzati del Ministero dell’Ambiente hanno cercato di assorbire con speciali apparecchiature i liquami in prossimità del collettore in modo da scongiurare l’allargamento dellla macchia inquinante in altre zone portuali. Lo scarico di questo materiale, che in gran parte  proviene dall’alveo Pollena del Vesuvio, facilmente si trasferisce nel condotto comunale senza una dovuto filtraggio ed attenzione. La situazione potrebbe essere preoccupante anche perchè potrebbero trattarsi di rifiuti tossici. La situazione inquinamento del Porto di Napoli è stato più volte sottolineato da Emilio Borrelli, commissario regionale dei Verdi, tanto è vero che lo scorso anno fu segnalata la moria di pesci, gabbiani, flora marina e altri esseri nella zona infestata a causa dei tanti veleni scaricati abusivamente da grosse cisterne che agiscono perchè non c’è un adeguato e costante controllo delle Autorità preposte.

G.R.

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