“PEEPUL” l’albero dei disabili e della solidarietà mette radice in città. C’è bisogno di abbattere le barriere architettoniche!

di Luigi Rubino

“Un gradino di solidarietà” per diffondere la cultura dell’accessibilità e favorire la mobilità, l’autonomia e l’inserimento di tutti nella vita civile e sociale di tutti i giorni. Questo è il significato del progetto che vede impegnata da tempo “Peepul”, l’associazione di volontariato che si occupa dei problemi dei disabili sul territorio e che prende nome da un albero assai longevo ” il peepul,” ritenuto sacro dalle religioni buddista ed induista, secondo le quali chi lo pianta si guadaguerà le benedizioni delle generazioni successive.

Il compito dei soci di Peepul è soprattuto quello di migliorare la qualità della vita, essere le orecchie delle domande e dei bisogni di tutti i cittadini in modo da costruire una società più giusta, promuovendo e valorizzando le abilità “altre” di ogni individuo. La nostra associazione – ci dice la presidentessa Ileana Esposito Lepre – si è sempre battuta e si batte tutt’ora per l’abbattimento delle barriere architettoniche, comunicative e culturali nei principali luoghi di accessi pubblici della città. Nel 2003 – ci spiega la presidentessa – abbiamo lavorato per rendere Napoli la città più accessibile d’Italia, attraverso un lavoro di monitoraggio spontaneo on line delle barriere cittadine, cha parte dal primo livello fino ad arrivare al quarto, prevedendo la costruzione di rampe di accesso ai marciapiedi di aree cittadine con sistema “loges” per non vedenti” Nell’anno successivo, l’associazione, con un protocollo d’intesa siglato con il Comune di Napoli, ha realizzato rampe di accesso in corso Vittorio Emanuele, di fronte scuola “Carlo Poerio”con sistemi di orientamento tattile, cioè speciali codici che permettono ai disabili non vedenti di muoversi liberamente, sapendo quando bisogna fermarsi o camminare. In seguito, con la collaborazione dei tecnici del Comune – ci ha ancora precisato la presidentessa – siamo riusciti a realizzare anche delle rampe con percorsi più lunghi. ” Ma tutto questo è sufficiente per l’inserimento dei cittadini e di coloro che hanno “bisogni speciali”? ” No, certamente. C’ è bisogno di intervenire soprattutto adeguando le norme in materia di accessibilità dei locali; esercizi pubbici, privati ed abitazioni, partendo dall’abbattimento dei gradini nei portoni, realizzando poi delle rampe invece dei gradini come recentemente, e fa un’eccezione, è stato fatto nel palazzo dove risiedo. In definitiva, c’è bisogno di una maggiore accessibilità in spazi chiusi anche per facilitare i percorsi ai luoghi di lavoro e nelle scuole. Tutto questo porterebbe così ad una maggiore partecipazione  politica, culturale in molti struture pubbliche ancora inaccessibili, come per esempio, Palazzo Serra di Cassano” nel centro cittadino. ” Per fare questo però – ci ha detto la presidentessa Lepre – occorre una vera e propria “task force” che coinvolga tutta la città con azioni di dialogo e concertazione con le Amministrazioni locali e il governo politico, convegni pubblici e, se necessario, azioni di protesta in vari punti strategici della città.”

Per informazioni consultare il sito: www.peepul.it

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook