Pet – therapy: una terapia indolore. Convegno a “Città della Scienza” a Napoli

Pet – therapy: una terapia indolore. Convegno a “Città della Scienza” a Napoli

Intervista esclusiva di “2duerighe” alla dott. Francesca Mugnai, presidente della Cooperativa ” Andropozoa.”

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Spesso molti animali vengono maltrattati, addirittura abbandonati o uccisi, senza sapere che la relazione, il contatto con un cane può risolvere molto  problemi dell’uomo e in particolare quelli dei bambini affetti da grave malattie. Grande importanza, in questo caso, svolge la pet- therapy, un sistema di terapia che è stato illustrato nel corso di un convegno, organizzato dall’associazione ” la Voce del Cane,” insieme all’ Università Federico II che si è tenuto nella sala Archimede” di Città della Scienza ” a Napoli. Guarire da patologie gravi – è stato detto dai  convenuti –  si può, grazie al nostro amico a quattro zampe. La Pet Therapy è una tecnica basata soprattutto sul recupero dei pazienti grandi o piccoli, tanto è vero che ora, sempre di più, viene addirittura adoperata in molte strutture ospedaliere. Un cane, un cavallo o qualche altro animale: basta poco della loro presenza che nell’individuo subito si riaccende quella speranza e quel conforto che sembravano essersi persi, all’indomani di un trauma fisico. Il cane come tutti gli animali, spesso sono grandi “trasmettitori di messaggi.”  Spazzolare, lanciare una pallina, giocare con un animale sono attività motorie piacevoli anche perchè non imposte da un tutore o da uno specialista. Alla presenza del cane – è stato detto nel convegno dagli specialisti – il bambino malato sente meno dolore ed accetta senza timore la sua presenza. Un bambino cinese, di solito poco sorridente per natura e quasi passivo di fronte alla realtà,  avrebbe per esempio problemi di relazione diversi rispetto ad un bimbo sorridente del Mediterraneo o degli Stati Uniti.  Ecco quindi che gli animali coinvolti  come supporto alla “Pet – Therapy,” devono avere precise qualità fisiche e caratteriali, buona memoria, capaci di garantire livelli di reattività molto bassi di fronte alla presenza di altri animali, o di altri gruppi di persone. Gli animali devono essere accuditi e il ruolo del medico veterinario svolge, in questo caso, un ruolo essenziale. In una struttura pubblica pubblica o privata – è stato detto – è importante lavorare con il personale che si occuperà del progetto, valutando regole precise e motivazioni. In Italia la “Pet- therapy” si applica a livello psicologico  o psichiatrico, tanto che i suoi effetti aiutano a guarire dalla depressione, tenendo lontano i pericoli derivanti dalla ipertensione.

Ma quanta importanza ha la presenza di un animale ( cane) nel recupero di un bambino malato? “Due righe” lo ha chiesto in esclusiva alla dottoressa, Francesca Mugnai, presidente della Cooperativa “Antropozoa Farm”: “Tantissimo. La presenza di un animale è importante perchè va a stimolare una conduzione psico – fisica e serve proprio per motivare la persona, in questo caso il bambino, a fare attività motoria , come, ad esempio, riuscire a camminare in breve tempo, a seguito di un’operazione chirurgica, attivando cosi tutte le emozioni del  soggetto. La presenza dell’animale, in effetti, rappresenta per il bambino un’occasione di crescita, una scusa che lo porta ad uscire da uno stato di paura, angoscia e malattia.

L’approccio tra animale e bambino non è però semplice…

No. I bambini, e mi riferisco a coloro che si trovano in ospedale, spesso hanno difficoltà a muoversi intorno a loro e soprattutto tra le tante apparecchiature presenti. Quindi ci vuole sia un cane preparato, curioso, che conosce molte cose del mondo, sia un bambino predisposto alla lettura del comportamento dell’animale.”

Tra bambino ed animale spesso basta uno sguardo per capirsi. E’ vero?

Si, soprattutto per i bambini che hanno un congelamento del’emozione, l’animale che non mente e non nasconde nulla, diventa fondamentale nella terapia di recupero del soggetto.”

In Italia, con la  ” Pet – therapy, ” a che punto siamo?

A livello legislativo siamo a buon punto. Ci sono esperienze diverse in tutte le regioni d’Italia. ritengo quindi fondamentale andare avanti per garantire a tutti gli operatori del settore una formazione di qualiltà.

Il lavoro è difficile?

“Non è semplice, ma le soddisfazioni che dà questo lavoro sul piano etico – professionale sono tante, soprattuto quando stai in contatto con soggetti interessanti come un bambino o un cane.” 

servizio esclusivo di Luigi Rubino

27 maggio 2013
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