E anche “Il Giornale” è di Luxottica: l’espansione editoriale di Del Vecchio
Nella holding Luxottica entra a far parte, dopo la Stampa e Repubblica, anche Il Giornale. La quota acquisita è del 30%. A dare l’annuncio ufficiale è stata la finanziaria Tosinvest della famiglia Angelucci. Il Giornale fondato da Indro Montanelli, secondo il comunicato di Lmdv per Del Vecchio: “si inserisce nel più ampio percorso avviato e si affianca all’esclusiva recentemente sottoscritta per “l’acquisizione della maggioranza di un gruppo editoriale italiano, attivo su quotidiani e piattaforme digitali a diffusione nazionale e locale”. E spiega: “Questo investimento, al fianco della famiglia Angelucci rappresenta un passo concreto nel percorso che ho delineato nei mesi scorsi: rafforzare l’editoria italiana con capitale italiano, paziente e industriale. Non possiamo accettare che il futuro dell’informazione venga deciso esclusivamente dagli algoritmi o da piattaforme che non investono nel lavoro giornalistico”.
Operazione Luxottica
L’operazione di acquisizione della quota porta un incasso non irrilevante, si aggirerebbe intorno ai 30 milioni di euro. La finalità di Del Vecchio è di creare un polo nazionale editoriale assieme a Tosinvest che detiene il 65%, e Paolo Berlusconi che riacquisterà una quota del 25%.
“Le due iniziative delineano il primo perimetro del polo editoriale italiano che Leonardo Maria Del Vecchio intende sviluppare come base del proprio futuro piano industriale nei media”. Del Vecchio era anche in procinto di acquisire la Gedi degli Elkann, un’offerta da 140 milioni di euro. Ma infine è stata venduta da Exor, famiglia Agnelli e alla greca Antenna del miliardario Theodore M. Kyriakou.
Concluse le trattative per Il Giornale, risultano a ottimo punto per il gruppo QN che ingloba “Il Resto del Carlino”, “Il Giorno” e “La Nazione”. Il capitale la holding editoriale del gruppo QN, ovvero il capitale Monrif, lo detiene Monti Riffeser intorno al 63%, con la presenza di altri soci finanziari e industriali, tra cui Adv Media, Tamburi Investment Partners e la Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste.
Se il progetto del polo editoriale capitanato da Leonardo Maria Del Vecchio dovesse concretizzarsi, l’Italia potrebbe trovarsi di fronte a un nuovo protagonista. Una figura audace di coniugare tradizione giornalistica, sostenibilità economica e innovazione, ma rendendo ulteriormente un monopolio l’informazione nazionale




