Il caso Blatter e il lato oscuro della FIFA

Il caso Blatter e il lato oscuro della FIFA

Pelè lo chiamava “il bel gioco”. Il “Football” però non è più tale, almeno da quando i soldi la fanno da padrone anteponendosi avidamente alla passione che anima lo sport più popolare e più praticato del globo. Le dimissioni del presidente della FIFA Sepp Blatter, quattro giorni dopo la sua rielezione per il quinto mandato, sono sopraggiunte dopo una lunga lista di casi che lo vedono protagonista da quando ha assunto la dirigenza della federazione internazionale del calcio nel 1998. Il trasferimento della somma di 10 milioni di dollari supervisionato da Jérome Valcke, ha inevitabilmente costituito il colpo di grazia per il leader. Ma era solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. La punta di un iceberg dalle dimensioni molto estese e dalle fondamenta ben piantate da tempo.

Fin dal 2006, Jérome Valcke , il direttore marketing della FIFA è stato nell’occhio del ciclone mediatico per alcuni contratti litigiosi con colossi del calibro di MasterCard e Visa. Sei mesi dopo però, viene inspiegabilmente nominato segretario generale della FIFA. La ISL era la società che gestiva i diritti di diffusione e di marketing del trofeo più prestigioso: la coppa del mondo. Quattro anni dopo, nel 2010 la giustizia svizzera dimostra che Joao Havelange, ex presidente della FIFA dal 1974 al 1998 e Riccardo Texeira, patron della federazione brasiliana dal 1989 al 2012, hanno percepito compensi in cambio di contratti esclusivi sui diritti TV per i mondiali.

Un’inchiesta condotta dalla commissione etica della FIFA, che include il paraguaiano Nicolas Leoz (presidente della confederazione americana dal 1986 al 2013), giunge sostanzialmente alle stesse conclusioni, considerando il fatto che la federazione non aveva un codice etico prima dell’autunno del 2014. Il business man Moahmed Bin Hamman, presidente della Confederazione asiatica (AFC), si pone come rivale di Blatter presentandosi alle elezioni di maggio 2011. La commissione etica della FIFA, che sospetta possa aver comprato dei voti presso la Concacaf (confederazione nord-americana), apre un’inchiesta ponendo l’attenzione in questo senso anche nei confronti di Jack Warner, presidente della Concacaf. Con le elezioni alle porte, tutto accelera bruscamente. Il 27 maggio, su specifica richiesta di Bin Hammam, viene aperta un’inchiesta anche e finalmente per Blatter. Il 28 maggio, Bin Hammam si ritira e il giorno successivo, il comitato etico della federazione sospendono Warner e Hamman per il tempo necessario all’inchiesta.

L’uomo d’affari viene riconosciuto colpevole e bandito a vita da qualsiasi attività calcistica, ma nel luglio del 2012, il Tribunale arbitrale dello sport (TAS), annulla la sanzione per mancanza di prove. Hamman viene comunque radiato dalla Confederazione asiatica e come membro esecutivo della FIFA. L’altro indagato, Warner, accusato di aver sfruttato la propria posizione per fini lucrativi personali, minaccia uno “tsunami” se sarà toccato. Tuttavia, nel luglio del 2011, consegna le sue dimissioni facendo un passo indietro. Altro caso spinoso è quello dei mondiali in Qatar. Tutto inizia nel novembre del 2010 quando due membri del comitato esecutivo della FIFA, il taitiano Reynald Temarii e il nigeriano Amos Adamu, sospesi rispettivamente a uno e tre anni per aver violato il codice etico sui casi di sospetta corruzione per l’assegnazione dei prossimi mondiali del 2018 e 2022.

Indovinate un po’ nel 2010 a chi viene ufficialmente assegnato il mondiale del 2022? Se avete pensato al Qatar, be, avete semplicemente indovinato. La stampa britannica non ci sta e lancia pesanti accuse di corruzione. Inizialmente la FIFA rifiuta categoricamente le accuse, prima di istituire una nuova commissione etica. Nel luglio del 2012, viene aperta un’inchiesta sulle condizioni in cui sono stati attribuiti i mondiali del 2018 (in Russia) e del 2022 (in Qatar) sotto la supervisione di Michael Garcia, ex procuratore della grande mela.

“Il calcio è uno sport in cui ci sono degli avversari, sarò il presidente di tutti, anche di coloro che non mi hanno votato” – Sepp Blatter

Nel novembre del 2014, Hans-Joachim Eckert, presidente della commissione etica, rivela che nel rapporto firmato Garcia, vi sono comportamenti dubbiosi ma nulla che possa rimettere in discussione il processo di attribuzione delle competizioni. Per contro, Garcia denuncia una presentazione “errata e incompleta” della sua inchiesta e chiede una pubblicazione integrale. Il 7 dicembre, consegna le sue dimissioni e due giorni dopo Blatter accetta una pubblicazione del rapporto di Garcia “sorto forma appropriata”.

L’ultimo atto è quello del 27 maggio, la giustizia svizzera sequestra documenti elettronici nella sede della FIFA a Zurigo nell’ambito di un’inchiesta penale contro X per sospetti di riciclaggio di denaro riguardante le due coppe del mondo. Un’inchiesta aperta il 10 marzo, ma non ancora resa di pubblico dominio. A questo punto, i contorni del caso sono immensi ed ecco subentrare il Dipartimento di giustizia americana, che persegue nove degli attuali e passati eletti della federazione tra i quali proprio Warner e Leoz, ma anche cinque responsabili di società attive nel settore del marketing sportivo. La giustizia svizzera, successivamente, procede all’arresto di sette persone su richiesta degli States (cinque sud americani e due britannici).

Nonostante lo scandalo e la sua ampiezza planetaria, Blatter resta sulla sua poltrona e come se non bastasse ottiene il quinto mandato consecutivo alla guida della federazione il 29 maggio. “Il calcio è uno sport in cui ci sono degli avversari, sarò il presidente di tutti, anche di coloro che non mi hanno votato”, ha dichiarato Blatter, 79 anni, dopo la sua rielezione.

Quattro giorni dopo la sua rielezione, l’autorevole “The New York Times” accusa Blatter e Valcke, segretario generale della FIFA. Il quotidiano di New York cita diversi responsabili federali americani, colpevoli di aver trasferito 10 milioni di dollari su conti gestiti proprio da Warner. Presa con le mani nel sacco la federazione riconosce lo spostamento di 10 milioni di dollari ma lo giustifica nell’ambito dello sviluppo del calcio nei Caraibi”. Davvero pazzesco, se non fosse che proprio nove ore più tardi, Sir Blatter sorprende tutti, o cosi vogliono fare sembrare, e si dimette. Finalmente.

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