Raffaella Roversi
Raffaella Roversi

Biografia

Ho vissuto da piccola in Africa, a Lusaka. Quegli spazi dilatati e quei colori, forti, accesi, ancestrali, sono rimasti dentro me. Amo le grandi stanze dagli alti soffitti, l’immensità dello spazio intorno a me. Mi sono laureata con lode in legge a Roma, mia città natale; dopo un corso di specializzazione, sono partita con due borse di studio per Lussemburgo e Bruxelles. Non sono più tornata, passando 15 anni tra Bruxelles, dove ho lavorato nel settore giurico comunitario e Monaco di Baviera, dove ho insegnato la lingua dei padri in azienda e all'università (LMU). Mi piace la lingua di Voltaire e quella di Goethe. Ma che piacere ritrovare la mia, con i colori e profumi dei suoi dialetti! Al teatro mi sono avvicinata dopo un grande patatrac affettivo. Avevo creduto che la vita fosse una cosa molto seria, per persone serie, tutte d’un pezzo. Poi tutto è crollato e del mio bel mosaico non è rimasta che qualche tessera scolorita che sembrava per giunta di un altro mosaico, di un’altra vita, non di quella che avevo creduto vivere. E così, per non farmi travolgere dalla mia storia, ho cominciato a guardare le storie degli altri su un palco. Arrivando alla conclusione vagamente burlesque, che la vita è un gran bel teatro! E questo vorrei condividere con voi: l'emozione, la finzione, la verità del teatro, o, se volete, della vita!

Articoli

Romanticismo, la forza irreprimibile del sentimento

È di Hayez, il quadro scelto come immagine della mostra Romanticismo, a Milano dal 26 ottobre 2018 al 17 marzo 2019. Presentata da Le Gallerie d’Italia, sede museale di Intesa Sanpaolo a Milano, e il Museo Poldi Pezzoli è curata da Fernando Mazzocca. Rappresenta una giovane donna, dal seno scoperto, lo sguardo triste, il viso in penombra. Il pittore si…
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Amadeus Factory, primo talent show dedicato alla musica

Se il declino di una società può cominciare quando l’arte, la musica, l’educazione civica vengono considerate inutili per lo sviluppo della stessa, la sua rinascita può iniziare proprio da li. Il sogno di Abreu, realizzato in Venezuela (El Sistema), lo ha dimostrato. Partendo dall’idea che l’orchestra rappresenta, in scala, la società, Abreu ha utilizzato l’educazione musicale gratuita per la formazione,…
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Finale di partita, sopravvissuti incapaci di sopravvivere

C’è tutta la desolazione di Beckett, in Finale di partita, dal 23 ottobre al 4 novembre  al Piccolo Teatro Grassi di Milano per la regia di Andrea Baracco. In scena Glauco Mauri e Roberto Sturno; l’uno, coperto da una montagna di stracci è cieco, in sedia a rotelle e impossibilitato a muoversi; l’altro, il servo, non può sedersi, vive in moto…
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Ottavo Richter play Russia con Ira Rubini e colbacchi

Conoscete il Teatro Gerolamo a Milano? É un angolo milanese per eccellenza, in pieno centro a pochi passi dal Duomo. Racconta anche un pezzo d’Italia, perchè vede i natali nel 1868, in quel periodo convulso postunitario in cui le città si danno una struttura architettonica e culturale “italica”. Nasce come teatro di Marionette (Carlo Colla) e teatro dialettale meneghino, con…
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Perhaps all the dragons… un teatro non teatro

Triennale Teatro dell’Arte, a Milano, sta diventando sempre più uno spazio di novità, inclusività e sperimentazione. Dal 18 al 20 ottobre 2018 grazie alla rinnovata collaborazione con ZONA K, ha presentato due performences: Remember the dragons…, destinata ad adolescenti a partire dagli 11 anni e Perhaps all the dragons… per un pubblico adulto. Io sono stata a quest’ultima. Non aspettatevi…
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