Ex Ilva, il Governo stanzia altri 100,5 milioni: decreto urgente dopo lo stop della Corte d’Appello
Il Governo interviene con un nuovo decreto-legge per garantire la continuità operativa dell’ex Ilva di Taranto dopo la decisione della Corte d’Appello di Milano di sospendere l’attività produttiva dell’area a caldo dello stabilimento. Il provvedimento, approvato dal Consiglio dei ministri del 27 luglio, autorizza un ulteriore finanziamento fino a 100,5 milioni di euro a favore di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, con l’obiettivo di sostenere l’azienda mentre prosegue la procedura di vendita.
La decisione arriva in un momento particolarmente delicato. La Corte d’Appello di Milano ha infatti disposto la sospensione delle attività nell’area a caldo, il cuore produttivo dell’impianto siderurgico di Taranto. Secondo quanto comunicato da Palazzo Chigi, il provvedimento comporterà di fatto la chiusura di questi impianti entro 90 giorni. Si tratta dei reparti fondamentali per la produzione dell’acciaio e nei quali è impiegata la maggior parte dei lavoratori di Acciaierie d’Italia. A seguito della decisione dei giudici, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato d’urgenza una riunione a Palazzo Chigi con i ministri competenti. All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, i ministri Marina Calderone, Giancarlo Giorgetti, Adolfo Urso e Gilberto Pichetto Fratin, insieme ai sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari.
Nella nota diffusa al termine della riunione, il Governo ha sottolineato che il decreto della Corte interviene proprio mentre si era vicini alla formalizzazione dell’accordo per la cessione dell’intero complesso industriale a un importante operatore del settore siderurgico. L’esecutivo ha inoltre evidenziato come la decisione renda ancora più importante il confronto con le organizzazioni sindacali, già previsto per il giorno successivo. Il decreto-legge approvato dal Cdm prevede quindi che il Ministero delle Imprese e del Made in Italy possa trasferire ad Acciaierie d’Italia fino a 100,5 milioni di euro nel corso del 2026. Le risorse saranno erogate su richiesta dell’organo commissariale sotto forma di finanziamento oneroso, nel rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato.
Il prestito dovrà essere restituito entro sei mesi dalla scadenza del contratto di affitto tra ILVA S.p.A. e Acciaierie d’Italia oppure, se la vendita degli impianti dovesse concludersi prima, entro sei mesi dal perfezionamento della cessione. L’obiettivo dichiarato è quello di assicurare la continuità operativa dell’azienda fino alla conclusione del processo di vendita.
Il provvedimento dedicato all’ex Ilva è inserito in un decreto-legge più ampio che contiene anche le misure per contrastare il rincaro dei carburanti. Tra queste3 figura una riduzione temporanea di 17 centesimi al litro sul prezzo del gasolio, ottenuta attraverso il taglio delle accise e dell’Iva, valida dal 30 luglio al 6 agosto 2026, oltre alla proroga del credito d’imposta per il settore dell’autotrasporto. Per quanto riguarda l’ex Ilva, il nuovo stanziamento rappresenta un ulteriore intervento del Governo per mantenere in funzione gli impianti e salvaguardare il percorso di cessione dell’azienda. Resta però aperta l’incognita sulle conseguenze della decisione della Corte d’Appello di Milano, che potrebbe incidere sia sul futuro dello stabilimento di Taranto sia sui tempi della vendita dell’intero complesso industriale.




