Sicurezza piscine, il nuovo provvedimento del Governo Meloni
Due giorni fa, una bambina di Treviso veniva tempestivamente salvata dopo essere rimasta incastrata nel bocchettone di una piscina. Altri bambini non sono altrettanto fortunati.
Cinque giorni fa, la piccola Alice Ferrari moriva annegata in seguito al risucchio dei suoi capelli nel bocchettone di una piscina a Sestri Levante.
Ad aprile, Matteo Brandimarti, dodici anni, moriva in circostanze analoghe in un hotel di Rimini.
Secondo i dati, negli ultimi quattro anni vi sono stati circa 75 decessi nelle piscine italiane. Circa la metà dei casi sono ascrivibili a malori. Ma per quel che riguarda i casi restanti, in molti casi si tratta di bambini. Nelle ultime settimane in particolare, si è sentito parlare sempre più spesso di incidenti riguardanti i bocchettoni delle piscine, i quali, in caso di mancata attenzione, possono attirare i bambini in trappole mortali. D’altronde possono bastare pochi minuti sott’acqua a perdere conoscenza, e il tutto rischia di avvenire in maniera tremendamente rapida.
Sentendo di dover agire con urgenza in seguito alla serie di tragedie delle ultime settimane, il governo ha varato un emendamento al decreto Sport atto a rafforzare la sicurezza nelle piscine. I bocchettoni, le griglie di fondo e in generale i sistemi di aspirazione dovranno rispettare standard di sicurezza in modo da impedire l’effetto ventosa. Il mancato rispetto delle suddette norme comporterà la chiusura dell’impianto fino all’adeguamento. Per tale scopo si istituisce anche un fondo di 4,7 milioni di euro. Viene inoltre introdotto l’obbligo della cuffia per i minori di 16 anni.
Le critiche delle opposizioni
Nonostante l’approvazione bipartisan di tutte le forze politiche, sia quelle del governo che dell’opposizione, anche questo emendamento è stato motivo di polemiche e di attacchi tra le forze in contrasto. In particolare le opposizioni denunciano il provvedimento in questione come puramente propagandistico, emanato troppo tardi e con un testo troppo generico.
“Non si tratta di reale sicurezza, ma di un’operazione di propaganda. (…) si parla di un sistema di messa in sicurezza senza spiegare quale sia, di controlli senza indicare l’autorità competente.”
“Se era così urgente, perché non siamo intervenuti prima? Il principio della sicurezza è sacrosanto, ma il provvedimento presenta molte debolezze. È troppo generico: i controlli sono già previsti e i bocchettoni dovrebbero già essere omologati. Più che altro è una bandierina che aiuta a pulirsi la coscienza.”
“Intervenire sempre a posteriori, sull’onda dell’emotività, non è il metodo giusto. C’è una proposta di legge sull’impiantistica e sulle piscine: agire sempre sulla rincorsa può non essere la soluzione migliore sia per chi vogliamo proteggere sia per gestisce le strutture.”
Queste le contestazioni di Gilda Sportiello (M5S), Ilenia Malavasi (PD) e Valentina Grippo (Azione).




