Scoperte le cellule responsabili dell’Artrite reumatoide

di Enrico Ferdinandi

I ricercatori di Medicina dell’Università Cattolica di Roma hanno scoperto quali sono le cellule responsabili dei casi più gravi di artrite reumatoide cronica. La scoperta potrebbe aprire la strada a terapie molto più efficaci e personalizzate per quei pazienti che non beneficiano delle cure oggi in uso.

Le cellule colpevoli sono linfociti B gia’ noti per il loro ruolo nelle leucemie linfatiche croniche, e sono particolarmente aggressivi perche’ ‘duri a morire’, infatti resistendo tantissimo alle cure standard, riescono a operare un danno molto piu’ consistente alle articolazioni. Il policlinico Gemelli di Roma a fatto sapere in una nota che a  condurre lo studio è stato il Dott. Gianfranco Ferraccioli, Ordinario di Reumatologia e responsabile dell’Unità operativa di Reumatologia dell’Università Cattolica- Policlinico A. Gemelli di Roma, pubblicato sulla rivista internazionale ‘Molecular Medicine'”.  Ferraccioli ha poi spiegato che: ”Il 25-30% dei pazienti ha una forma grave di malattia e non trae un forte giovamento dalla terapia: questi pazienti non vanno in remissione completa, quindi devono fare terapie sempre piu’ aggressive”. Adesso e’ stato individuato il colpevole di questa prognosi piu’ grave: si tratta di una particolare popolazione di linfociti B, che producono gli autoanticorpi tipici della malattia. Questi linfociti B piu’ aggressivi sono identificabili in quanto espongono sulla membrana, come una ‘bandierina’, una proteina chiamata ‘Zap-70′. Essendo presenti anche in alcune forme di leucemia esistono gia’ dei farmaci contro di loro. ”Stanno gia’ studiando alcuni di questi farmaci che attaccano queste cellule tramite la proteina Zap-70 – anticipa Ferraccioli – nel caso funzionassero l’iter di approvazione per il loro uso contro l’artrite reumatoide sarebbe ben piu’ breve”.
L’artrite reumatoide è una malattia infiammatoria cronica che colpisce le articolazioni sinoviali, ovvero le articolazioni che uniscono tra loro le ossa dotate di movimento (come ad esempio mano, gomito , ginocchio). Questa malattia ha un andamento progressivo e degenerativo, che può alla comparsa di deformità invalidanti. Il vero problema è che si tratta di  una malattia autoimmunitaria, in cui cioè il sistema immunitario “si sbaglia” e scatena l’attacco contro parti della stessa persona che ne è colpita.
Inoltre non è raro l’interessamento anche di altri organi e apparati come l’occhio, la cute e i polmoni.
L’artrite reumatoide di solito compare in persone in età attiva (25-50 anni) ma può manifestarsi anche in età più giovane e negli anziani, in Italia si stima che siano circa 350mila le persone ad esserne affette. L a ricerca condotta dai ricercatori dell’università Cattolica è importante in quanto prima di oggi non si era in grado di capire quali fossero le cause in grado di scatenare la malattia, l’individuazione delle cellule responsabili è un risultato che apre le porte a grandi speranze per il futuro.

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