Tecnica italiana: batteri “buoni” per ripulire una chiesa spagnola e il Campo Santo di Pisa

Della serie strano ma vero, ma neanche tanto strano per tutti coloro che navigano nei meandri della microbiologia. I batteri tanto osteggiati e combattuti dall’uomo perché fonte di malattie, se adeguatamente addomesticati posso essere dei grandi alleati, fino a diventare dei quasi artisti riportando affreschi antichi al loro splendore originale. È quanto stato messo appunto dal microbiologo Giancarlo Ranalli dell’università del Molise, ottenendo dei risultati eccellenti. La tecnica è stata usata per la prima volta  in una chiesa di Valencia, e ora, dati i risultati e’ stata adottata anche per il Campo Santo di Pisa. Niente male per un batterio!

Il microrganismo utilizzato fa parte della famiglia degli Pseudomonas ed è stato inserito in un gel che viene applicato sulle parti interessate e fa si che i batteri mangino le colle lasciando intatta la parte dipinta, agevolando di molto il lavoro dei restauratori. I  microrganismi  messi a punto dal Prof. Giancarlo Ranalli hanno il vantaggio di non essere pericolosi per l’uomo e di essere altamente selettivi: ”a seconda del tipo di batterio scelto – spiega  – si possono eliminare sostanze diverse. Questi microrganismi hanno un tempo di vita molto breve e sono facilissimi da rimuovere dopo che hanno terminato il ‘lavoro’.

 

Questa è solo una delle possibili applicazioni dei batteri che giustamente programmati possono diventare degli eccellenti operatori ecologici capaci di ripulire oceani, bonificare aree, ecc.
Se oggi il cane è il migliore amico dell’uomo forse domani lo sarà anche il batterio! Scherzi a parte queste nuove tecnologie biologiche rappresentano le vere sfide per il futuro e onore al medico degli scienziati che senza troppi echi lavorano in questi progetti.

Comunque tornando a noi, il restauro a Pisa è appena cominciato e i lavori andranno avanti per qualche per 2 o 3 anni data la grande area da pulire.

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