Le parole del Papa durante il REGINA COELI del 21.04.2013

Le parole del Papa durante il REGINA COELI del 21.04.2013

“La vita va messa in gioco per i grandi ideali!” 

papa-francesco-bergoglioSiamo tutti ormai abituati al bellissimo saluto di ogni domenica, che scatena applausi ed entusiasmi in piazza San Pietro a Roma: «Frateli e sorele, BUONGIORNO!» Se la mancata pronuncia delle doppie in italiano può far sorridere, è pur vero che l’accento latino del nostro Papa è più che mai accattivante. Così come di grande attrattiva risultano le sue omelie, per lo più condotte «a braccio», da grande trascinatore. Un oratore davvero singolare Bergoglio, che ieri dinanzi ad una piazza gremita di anime cosmopolite, ha innescato veri e propri cori da stadio. Rivolgendosi infatti, direttamente ai giovani presenti e a quelli in ascolto anche se lontani, con il suo solito sorriso bonario, chiede: «L’avete mai sentita la voce di Dio nella vostra vita?». A seguito di un caloroso «Sì!» di massa, non ancora soddisfatto (si fa per dire) dal livello in decibel dell’entusiasmo generale, con un simpatico «Come? Non ho sentito bene!», Papa Francesco infiamma la folla che gli risponde con un boato ancor più fragoroso. Ma la frase d’effetto che ha colpito anche me, facendomi dimenticare per un attimo la distanza chilometrica che mi separa fisicamente da Roma, è stata: «La giovinezza va messa in gioco per grandi ideali!». Non uno sterile e scontato invito alla speranza, peraltro molto difficile da accogliere in tempi come questi, ma un saldo e caliente invito all’azione, a fare della nostra vita un viaggio sensazionale in maniera attiva e non solo anelato. Un grande scossone per tutti i giovani che come me, si vedono negato un futuro dignitoso. Un inno all’azione e non alla semplice reazione. Beh, cari lettori, in un’Italia anestetizzata da una politica «immatura», incapace di trovare un accordo anche sull’elezione del Capo dello Stato, parole così salde nella loro intenzionalità comunicativa, appaiono addirittura rivoluzionarie. Un’immagine, quella del Papa, forse tra le più credibili nel nostro disastroso panorama nazionale, e la figura di un uomo che ha ben poco dell’austerità di casta degli altri porporati. Una presenza che con i suoi coraggiosi e costanti rinnovamenti, fa sperare chi come me, delle chiese apprezza solo gli elementi architettonici, che possa esistere anche un clero diverso da quello tristemente noto per gli aberranti crimini di pedofilia. Molto vibrante il richiamo ai nuovi sacerdoti ordinati ieri: «Siate pastori. Non funzionari. Siate mediatori. Non intermediari». La speranza regna sempre nel cambiamento, mai nell’immobilità.   

di Sarah Jay De Rosa

22 aprile 2013

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