Caso Battisti, Campagna: “hanno ucciso mio fratello per la terza volta”

di Enrico Ferdinandi

“Oggi l’hanno ucciso per la terza volta: la prima nel ’79, per mano di Cesare Battisti; la seconda in questi 30 anni di oblio; la terza, infine, con il verdetto che arriva dalla Corte suprema brasiliana”.

Queste le parole di Maurizio Campagna, fratello dell’agente Andrea Campagne che fu ucciso in un agguato a Milano nel 1979 all’età di 32. L’attentato venne poi rivendicato dai Proletari armati per il comunismo. Alberto Torregiani, il figlio del gioielliere ucciso sempre nel 1979 a Milano  commentando il no all’estradizione di Battisti deciso dalla Corte Suprema Brasiliana afferma: Non so cosa dire, è una decisione assurda che va oltre ogni limite di ragionevolezza”.

Alberto Torregiani che nell’agguato fu colpito da un proiettile che gli fece perdere l’uso delle gambe costringendolo alla sedia a rotelle, ha poi detto: “Non mi fermo sicuramente qui. Oggi mi consulterò con gli avvocati, sono pronto a rivolgermi anche alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja, ma è giusto che Battisti paghi per i suoi crimini”.
Anche Maurizio Campagna si è detto indignato ed ha affermato:
“Troppi interessi di politica e lobby finanziarie. È una beffa. Oggi andrò dove hanno ammazzato mio fratello, colpito da una pistola impugnata dallo stesso Battisti in via Modica, a portare un mazzo di fiori, perché oggi l’hanno assassinato nuovamente”
Campagna ha poi aggiunto: “Andrea aveva 25 anni quando venne ammazzato, reo di esser stato visto in tv mentre arrestava dei terroristi coinvolti nell’agguato di Torregiani. Era un proletario, un semplice poliziotto – ricorda – eppure è stato ammazzato dai Proletari armati per il comunismo”. “Andrea è stato ammazzato per mano di Battisti. Dei quattro omicidi per i quali il terrorista dei Pac è stato condannato, infatti, Battisti sparò materialmente in due di essi: al maresciallo Antonio Santoro e, appunto, all’agente Andrea Campagna. È con profondo rammarico che ho appreso la decisione della Corte Suprema brasiliana – prosegue -, ma quando nella giustizia si intrufolano politica e lobby finanziarie si creano devianze pericolose, e la giustizia smette di essere giusta”.  Secondo Maurizio Campagna a  pagare sono “i familiari delle vittime, beffati più e più volte in questi 30 anni. Ora il ministro Frattini dice che si rivolgerà alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja, ma ormai la questione ha assunto una dimensione sempre più politica. Vediamo cosa accadrà, certo noi continuiamo a chiedere giustizia. Intanto – conclude – vado in via Modica a portare un mazzo di fiori”.

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