“E’ la reincarnazione di un avvocato miscredente”

di Federica Pacilio

Questa è l’accusa per la quale una corte rabbinica di Gerusalemme ha stabilito la condanna a morte di un randagio. Sarà lapidato perchè in lui è stata vista la reincarnazione d’un famoso avvocato che la comunità di Mea Shearim, quartiere degli ebrei ultraortodossi nella capitale, non ha dimenticato, per un’offesa rivolta ai giudici di un rabbinato locale più di venti anni fa.
Così Avraham Dov Levin , rabbino estremista, vedendo il cane entrare nella Corte rabbinica per gli affari finanziari, ha rivendicato il precedente storico scatenandosi contro il cane, considerato impuro dalla tradizione religiosa locale.

L’accusato è rimasto immobile al centro dell’aula, nonostante i tentativi della gente di allontanarlo; questo è l’atteggiamento che scaturito l’accusa. Alla fine degli anni settanta, un avvocato offese la corte restando immobile al centro della stessa aula, rifiutandosi di abbandonarla.  Poche sono le notizie sul destino dell’animale accusato, nonostante le smentite del rabbino Levin, un suo assistente, rilasciando un’ intervista al giornale Yedioth Ahronot, si è espresso così :”La decisione di lapidare il cane è stata presa dai rabbini a causa dell’offesa arrecata alla corte. Non è stata emessa una vera e propria sentenza ufficiale, ma ai bambini è stato detto di lanciare pietre contro l’animale. Per cacciarlo via o per abbatterlo. L’intenzione non era di causare sofferenze al cane –  piuttosto –  l’hanno considerato il modo più appropriato per “pareggiare i conti” con quell’anima che s’è reincarnata nella povera bestiola”. La vicenda, al di là degli esiti, ha inevitabilmente suscitato le polemiche di tanti animalisti. “Bisogna applicare la legge, inquisire e punire i criminali”…le parole di un’attivista per la difesa dei diritti degli animali.  Animals Live, sezione israeliana, inoltre, ha presentato un esposto al capo della polizia del quartiere chiedendo un provvedimento contro il rabbino.

 

Fonte articolo: Ventonuovo

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook