Batterio killer 18 morti e 17 paesi contagiati

di Enrico Ferdinandi

Nelle ultime ore non sono state registrati decessi dovuti dal batterio E. Coli ma continua tuttavia a restare alta l’allerta e la tensione per l’epidemia che fin’ora ha causato 18 scomparse. Da un ultimo aggiornamento un Germania sono 520 i casi di affetti dalla sindrome emolitico uremica.

In Italia quest’oggi è stato invece trovata traccia del “batterio killer” su di un salame di cervo prodotto proprio nel nostro paese; a diffondere la notizia il Ministero della Salute che ha dichiarato: “qualsiasi correlazione con l’epidemia nella zona di Amburgo è comunque altamente improbabile sia per la tipologia del prodotto, sia per la zona di provenienza”. Il ministro della salute Ferruccio Fazio ha poi precisato che in Italia non c’è motivo di allarmarsi poiché: “l’unico pericolo certo che corre l’Italia è il danno economico per i produttori agricoli per la grande reattività dei consumatori alle emergenze evidenziata dall’indagine Eurobarometro”.

 

I carabinieri del Nas proprio per evitare ciò intensificheranno i controlli per garantire ai consumatori la veridicità sulle certificazioni di denominazione d’origine della frutta e verdura in vendita. In una nota del ministero della salute si legge: “I carabinieri del Nas intensificheranno i controlli sulla denominazione d’origine della frutta e verdura in vendita. “In relazione ai comunicati del Codacons e della Federconsumatori sul batterio E.coli il ministro Ferruccio Fazio ha già dato disposizione ai Nas di intensificare i controlli sui rivenditori di frutta e verdura circa l’apposizione del cartellino indicante il luogo di origine della merce posta in vendita, così come ha richiesto agli Uffici sanitari di frontiera di potenziare i controlli sugli alimenti importati. Per quel che riguarda la richiesta di bloccare l’importazione di frutta e verdura, si fa presente che l’Unione europea ha chiesto alla Russia l’immediato ritiro del divieto di importazioni di prodotti vegetali europei e che non esiste al momento alcuna evidenza che il batterio sia trasmesso dai prodotti vegetali: alle autorità sanitarie tedesche è stato anzi chiesto dalla task force europea di intensificare i controlli sui centri locali di confezionamento dei prodotti alimentari. Non appena si conoscerà la fonte della contaminazione verranno assunte le deliberazioni conseguenti”.
Fin ora restano 12 i paesi nei quali si sono registrati contagi alla Germania si aggiunge la Svezia dove c’è stato un decesso , gli altri paesi sono Austria, Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Olanda, Norvegia, Spagna, Svizzera e Stati Uniti.
Resta da capire quali siano le strategie giuste per evitare allarmismo inutile nella popolazione e capire quale sia il modo migliore per  arginare il diffondersi dell’epidemia, proprio per cercare di capire ciò lunedì prossimo i ministri della sanità dell’Unità Europea terranno una riunione alla quale parteciperà anche Fazio. Nel frattempo l’Organizzazione mondiale della sanità rende noto che le ricerche di laboratorio e le indagini epidemiologiche vanno avanti per cercare di capire quale sia stata l’origine del focolaio.

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook