Ucciso a Milano attentatore di Berlino. Si temono ritorsioni

Ucciso a Milano attentatore di Berlino. Si temono ritorsioni

Nessuno avrebbe mai immaginato che l’uomo ucciso la notte scorsa nel Milanese, precisamente in località Sesto San Giovanni, durante un conflitto a fuoco con la polizia, fosse Anis Amri, l’uomo che lunedì 19 dicembre ha compiuto una strage indirizzando sulla folla un camion in un mercatino di Berlino, provocando la morte di 12 persone e moltissimi feriti.

Tutto è iniziato alle tre di notte, in un normale controllo stradale in piazza 1 maggio a Sesto San Giovanni, comune a pochi chilometri da Milano. E’ il capopattuglia di una volante che si avvicina all’auto di Amri, ferma nei pressi della stazione e chiede i documenti per l’identificazione. Il giovane, tranquillo, in lingua italiana, dice di essere di Reggio Calabria. La pronuncia non convince Christian Bovio, l’agente 36enne, che  chiede ad Amri di aprire lo zainetto per un controllo. A questo punto, bastano pochi secondi. Amri estrae dallo zainetto una pistola e fa fuoco sull’agente, che viene colpito ad una spalla. L’altro poliziotto, Luca Scatà, 29 anni, autista e agente in prova alla Volante, reagisce e spara. Amri disperato grida contro i poliziotti, poi cade in terra, morto.

Amri, secondo la ricostruzione della Polizia e in particolare della Digos, era arrivato in Italia dalla Francia, precisamente da Chambery per poi raggiungere Torino e salire successivamente su un treno diretto alla stazione Centrale di Milano per dirigersi poi a Sesto San Giovanni, dove intorno alle 4 di notte si è verificata la sparatoria con gli agenti. “Era una scheggia impazzita, un latitante pericoloso che avrebbe potuto compiere altre stragi” – ha detto il questore di Milano, Antonio de Iesu.

L’agente Christian, ferito da Amri, è stato operato alla spalla e già domani potrebbe essere dimesso dall’ospedale. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, tramite il Ministro dell’interno, Marco Minniti, ha chiesto di far pervenire al poliziotto ferito gli auguri di pronta guarigione.

Nel frattempo, il capo della Polizia, Franco Gabrielli, teme ritorsioni nei confronti della Polizia e ha invitato, tramite circolare, alla massima vigilanza ed attenzione.

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