Crisi di governo. Consultazioni e nuovi scenari

Crisi di governo. Consultazioni e nuovi scenari

Il nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo il referendum di domenica 4 dicembre e le conseguenti dimissioni del presidente del Consiglio è diventato il principale protagonista della scena politica italiana. Da ieri ha iniziato il valzer delle consultazioni in vista della formazione di un nuovo governo, e ha escluso in modo quasi perentorio l’ipotesi di sciogliere le Camere per andare al voto prima della sentenza della Corte Costituzionale attesa per il 24 gennaio prossimo sull’Italicum.

In queste ore Mattarella sta lavorando, dunque, per trovare un nuovo esecutivo sostenuto da “una maggioranza il più ampia possibile”, per affrontare i nodi da sciogliere: dalla legge elettorale, alla situazione dei conti pubblici e delle banche.

Coprotagonisti in questa fase sono  tutti i gruppi parlamentari, nonché le microcomponenti, che hanno la possibilità di salire al Colle del Quirinale per far sentire la propria voce, nel rispetto dei principi democratici.

Domani, però, sarà la giornata cruciale, in cui sono previsti gli incontri  con i principali partiti: M5S, Forza Italia e Partito Democratico.

Parallelamente alle consultazioni al Quirinale, oggi il premier uscente Matteo Renzi si è impegnato in una serie di incontri a Palazzo Chigi- consultazioni parallele- con i ministri Pier Carlo Padoan, Paolo Gentiloni, e Maurizio Martina, che sarebbero tra i nomi più in vista per la successione.

Scenari possibili e tempi

Il presidente della Repubblica punta a conferire l’incarico al nuovo Governo entro il 15 dicembre, quando l’Italia parteciperà al Consiglio Europeo a Bruxelles. La via più rapida sarebbe un Renzi bis; meno percorribile, invece, la strada di un governo “con tutti i partiti dentro”, come proposto inizialmente dal PD che teme di perdere consensi prima del voto. Forza Italia, però, sembra sfilarsi da un “governo istituzionale” perché, come ribadito anche oggi da Gasparri e Brunetta: “l’attuale maggioranza ha i numeri per governare, si assuma le proprie responsabilità” – il voto di fiducia alla Legge di Bilancio in effetti ha confermato che i numeri  in Parlamento ci sono.

Per Forza Italia il sostegno a un governo insieme al PD incrinerebbe i rapporti con Fratelli d’Italia e la Lega.

Unica partita su cui tutte le forze di centrodestra sono pronte ad aprire un tavolo di trattative è la nuova legge elettorale. Fratelli d’Italia dice: “approvare la legge elettorale in pochissime settimane, per poi andare al voto a Marzo”.

Una terza ipotesi con maggiori chances di riuscita è quella di un governo sostenuto dalla attuale maggioranza, eventualmente più ampia, ma con un nuovo premier; tra i nomi più accreditati circolano quelli di Gentiloni, Padoan e Martina, meno papabile nelle ultime ore è dato quello di Franceschini.

Il Movimento 5 stelle, invece, continua a chiedere le elezioni anticipate, forte di una legge elettorale, l’italicum, che con “il sistema del ballottaggio a due” potrebbe premiare il partito di Grillo.

Entro lunedì i nodi dovrebbero essere sciolti e si dovrebbe arrivare ad un nuovo esecutivo, la cui durata resta però un’altra incognita: rimarrà in piedi soltanto il tempo di riscrivere la legge elettorale o arriverà alla scadenza naturale della legislatura nel 2018?  Propensi per la prima soluzione oggi si sono detti autorevoli esponenti del Pd come il ministro Orlando e il renziano Marcucci.

Una data che peserà nelle scelte è quella del 26 maggio in cui sarebbe previsto il G7 e l’Italia non potrà farsi trovare in una situazione di incertezza istituzionale.

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