Le case fantasma aiutano le “casse

di Enrico Ferdinandi

Da un indagine che è stata avviata nel 2007 dall’Agenzia del territorio è emerso che ammonta ad oltre 415,5 milioni la rendita catastale in più che sarà soggetta alle imposte grazie alla registrazione di 560,887 unità immobiliari urbane avvenuta con la regolarizzazione spontanea che ha avuto termine il 31 aprile 2011. Si tratta di veri e propri edifici “fantasma” per il fisco ovviamente, ovvero edifici mai stati registrati e quindi mai stati soggetti a tassazioni fiscali, tra cui compaiono anche porzioni di stazioni, porti, aereoporti, strutture di proprietà di enti pubblici.

Questi, insieme ad alberghi, porzioni di alberghi, opifici, capannoni, immobili annessi alle attività industriali, artigiane e agricole, costituiscono la fetta più cospicua (circa il 60%) di rendita emersa, pari a 296,8 milioni, mentre la rendita ricavata dalle abitazioni è stata decisamente più bassa: 84,8 milioni pari a 196.808 case fantasma. L’operazione ha un grande valore per le entrate dello stato, si conta di fatti che l’emersione di tutti questi immobili fantasma dovrebbe rappresentare circa il 2,2% della rendita nazionale totale che attualmente ammonta a circa 34 miliardi di euro. Tuttavia l’agenzia del territorio non ha fornito con precisione le stime sull’ammontare delle entrate.

«É un lavoro in divenire, ma pun­tiamo a concluderlo entro fine an­no­ha detto il direttore dell’Agen­zia del territorio, Gabriella Ale­manno – con possibili slittamenti nei primi mesi del 2012». Per que­sta s­econda fase più complessa sa­rà chiesta la collaborazione dei Co­muni e anche delle Forze dell’Or­dine. «Si tratta di una misura pre­ventiva- assicura la direttrice – al momento non si sono verificati problemi».

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