Ossigeno per l’Informazione, stop all’impunità per i reati contro i giornalisti

Ossigeno per l’Informazione, stop all’impunità per i reati contro i giornalisti

L’ONU, con la Giornata Internazionale per mettere fine all’impunità per i reati contro i giornalisti”, punta i riflettori sul tema riguardante le aggressioni subite dai giornalisti da parte di colpevoli che rimangono impuniti.
Ossigeno per l’Informazione parte proprio da questo allarme di cui l’ONU si fa portavoce, per promuovere una tre giorni di iniziative i cui appuntamenti sono all’interno delle innumerevoli manifestazioni ufficiali #endimpunity sparse per il mondo e riconosciute dall’Unesco.

ossigenoDa lunedì 24 ottobre a mercoledì 26 ottobre non sono mancate le occasioni di confronto. Ma quale è il significato di questa ricorrenza?

L’ONU ha istituito questa giornata per promuovere una sensibilizzazione degli Stati membri al fine di mettere in atto tutte le misure necessarie per contrastare la cultura dell’impunità. I dati sono preoccupanti, nei primi sei mesi del 2016 Ossigeno per l’Informazione ha preso in esame 890 segnalazioni di probabili minacce, intimidazioni e abusi realizzati in Italia contro giornalisti, blogger e altri operatori dell’informazione, dei quali l’Osservatorio ne ha giudicato credibili 221, i cui nomi e i dettagli delle intimidazioni subite sono stati aggiunti all’elenco pubblico delle vittime italiane di queste violazioni della libertà di stampa.

Una tabella che Ossigeno aggiorna costantemente e che dal 2006 al 30 giugno 2016 ha visto l’inserimento di 2894 nomi. Ogni violazione inserita viene classificata in base al tipo di reato o all’illecito commesso, dopo essere stata verificata e documentata; queste informazioni sono a disposizione di chiunque attraverso il notiziario giornalistico multilingue online accessibile gratuitamente. I casi più gravi vengono segnalati alle istituzioni e alle organizzazioni internazionali.

Al momento la situazione non è confortante, solamente negli ultimi dieci anni sono stati oltre 700 i giornalisti uccisi per il loro lavoro; un numero elevato a cui però corrisponde una percentuale di condanna del responsabile bassissima, di 1 su 10.

Nel solo nel 2014 il Direttore generale dell’UNESCO ha condannato l’uccisione di 87 giornalisti, operatori dei media e dei produttori di social media giornalistici di interesse pubblico. Nel 2012, annus horribilis per i giornalisti, sono stati condannati 123 casi.

Cifre che non comprendono l’elevatissimo numero di giornalisti vittime quotidiane di attacchi non-mortali, tra cui la tortura, le sparizioni forzate, le detenzioni arbitrarie, le intimidazioni e le molestie, sia in situazioni di conflitto sia di assenza di conflitto; inoltre non è compreso il calcolo dei rischi specifici, tra cui gli attacchi sessuali diretti alle donne giornaliste.

Il rapporto 2014 del Direttore generale dell’UNESCO sulla sicurezza dei giornalisti e il pericolo di impunità rende noto che «sono stati risolti meno del sette per cento dei 593 casi giudiziari nati dall’assassinio di giornalisti ne periodo 2006-2013. Un quarto di questi casi sono considerati ancora “in corso”, nel senso che le indagini proseguono o i processi stano seguendo le varie fasi dal sistema giudiziario. Per il 60 per cento dei casi, le richieste di informazioni sullo stato del processo giudiziario formulate dall’UNESCO non hanno avuto risposta».

Una impunità da parte del sistema giudiziario deleteria su più livelli, in quanto non scoraggia i criminali che ne escono rafforzati ma purtroppo scoraggia pesantemente la società stessa, in primis i giornalisti che rischiano nel denunciare verità scomode. L’impunità genera impunità. Eppure il poter accedere a informazioni attendibili oltre che di qualità rimane la base su cui poggia la democrazia, il buon governo e e ogni istituzione operante con validità.

Da qui la decisione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite che nel 2013 ha proclamato il 2 novembre Giornata internazionale della fine dell’impunità per i crimini commessi contro i giornalisti per contrastare fattivamente questa cultura dell’impunità, promuovendo le condizioni sociali e politiche che possano consentire ai giornalisti di lavorare in modo indipendente e senza ingerenze. La data è stata scelta in memoria dell’assassinio di due giornalisti francesi Ghislaine Dupont et Claude Verlon, reporter di Radio France Internationale (RFI), à Kidal, in Mali, il 2 novembre 2013.

Reporters sans frontières ha lanciato la campagna Fightimpunity in occasione di questa giornata. Andando sul sito fightimpunity.org è possibile inviare messaggi via mail o via twitter per chiedere ai governi di attivarsi per il ritrovamento di giornalisti scomparsi o per il perseguimento di assassini di giornalisti. Altra iniziativa meritevole di interesse è la Borsa per giovani giornalisti alla memoria di Dupont e Verlon che RFI ha istituito e che ha consegnato nel 2014 a un giornalista e a un tecnico della comunicazione del Mali, mentre quest’anno la borsa premia professionisti del Madagascar.

Il Presidente del Senato, Pietro Grasso, ha aperto i lavori del convegno promosso da Ossigeno, svoltosi nella Sala Koch di Palazzo Madama con il Patrocinio del Senato della Repubblica.

La programmazione dei vari appuntamenti partiva da lunedì 24 ottobre 2016, giorno in cui presso il Senato della Repubblica l’osservatorio sui giornalisti minacciati in Italia “Ossigeno per l’Informazione Onlus” ha celebrato la “Giornata Internazionale per mettere fine all’impunità per i reati contro i giornalisti” indetta dall’ONU con una conferenza pubblica sul tema: “Onu: giornalisti aggrediti, colpevoli impuniti. L’allarme delle Nazioni Unite – Cosa accade in Italia”; per seguire martedì 25 ottobre, nella Sala Stampa della Camera dei Deputati, Ossigeno ha presentato un Dossier inedito sui procedimenti per diffamazione a mezzo stampa in Italia e l’applicazione delle pene detentive ai giornalisti colpevoli di questo reato; la conclusione è avvenuta oggi, mercoledì 26 ottobre, presso la Biblioteca Nazionale Centrale, giorno in cui gli stessi temi sono stati approfonditi in un Seminario formativo per giornalisti e studenti di scuola superiore e universitari dal titolo “Stop all’impunità per i reati e gli abusi contro i giornalisti”. Nel corso del Seminario sono stati inoltre proclamati i vincitori del Premio “Mario Paolo Grego”, riservato a tesi di laurea magistrale sui problemi della libertà di stampa.

Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha espresso il suo apprezzamento per questo convegno promosso da Ossigeno per l’informazione per celebrare la Giornata Internazionale ONU per mettere fine ai crimini contro i giornalisti”, conferendo all’incontro la medaglia del Presidente della Repubblica, quale suo premio di rappresentanza.

Il Direttore di Ossigeno, Alberto Spampinato, ha ringraziato il presidente Mattarella «per l’alto riconoscimento e la sensibilità che ha ancora una volta mostrato per una questione che riguarda certamente la sicurezza personale dei giornalisti, ma anche il diritto dei cittadini di essere informati in modo tempestivo, corretto e completo».

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