ALLARME OMS, attenzione ai cellulari potrebbero provocare tumori cerebrali

di Roberto Mattei

Le onde elettromagnetiche dei dispositivi di telefonia mobile potrebbero provocare neuromi acustici, gliomi e forse anche altre patologie neoplastiche. Sul tavolo degli imputati l’uso indiscriminato di tali apparecchiature e la scarsa informazione.

Ascoli Piceno, 01 giugno 2011 – Il dibattito circa l’influenza delle radiofrequenze da cellulare sulla nostra salute è stato sempre vivace e controverso, provocando ricorrenti allarmismi nell’opinione pubblica, confusa da presunti rischi cancerogeni legati all’esposizione smisurata delle onde elettromagnetiche.

In passato i ricercatori dell’Università Medica di Orebro, in Svezia, avevano dimostrato l’esistenza di una  relazione evidente tra l’utilizzo dei cellulari e le possibilità di insorgenza dei tumori. Lo studio era stato pubblicato dalla rivista inglese “Occupational and Environmental Medicine” che aveva evidenziato come l’uso intensivo del telefono cellulare per un periodo di tempo prolungato, superiore a 10 anni, raddoppiava il rischio di sviluppo neoplastico. A distanza di qualche anno, una nuova ricerca della comunità scientifica affermava che l’esposizione alle onde elettromagnetiche non solo potenziava la memoria ma proteggeva anche dall’Alzheimer, smontando di conseguenza tutti gli studi precedenti. Dopo tanti dibattimenti, oggi la sentenza esplosiva dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), organismo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): le onde elettromagnetiche dei cellulari e degli apparati di comunicazione wireless «potrebbero causare il cancro negli esseri umani».

 

A fare la preoccupante rivelazione Michael Jonathan Samet, professore di epidemiologia presso la Johns Hopkins University nonché coordinatore e portavoce del gruppo di 34 esperti che in questi anni ha analizzato gli studi epidemiologici effettuati sugli esseri umani e i test di laboratorio condotti sugli animali. Dalla valutazione di questi dati sarebbe emersa una correlazione tra l’uso del cellulare e lo sviluppo di neuromi acustici e gliomi. I primi sono tumori benigni che attaccano il nervo uditivo, mentre i secondi rappresentano una patologia maligna abbastanza invasiva e di difficile estirpazione. Per quanto concerne lo sviluppo di altre forme tumorali – ha spiegato Samet – «non ci sono dati sufficienti». Dalle affermazioni dell’epidemiologo si comprende chiaramente la rilevanza di questi risultati, anche se saranno necessari ulteriori approfondimenti prima di definire con certezza la correlazione tra radiofrequenza e tumori cerebrali: «la nostra classificazione implica che ci potrebbe essere qualche rischio e che tuttavia dobbiamo continuare a monitorare con attenzione il rapporto tra cellulari e pericolo potenziale. Nel frattempo è importante prendere adeguate misure per ridurre l’esposizione, come l’utilizzo di auricolari o, quando possibile, preferire i messaggi di testo alle telefonate».

L’intensità del campo magnetico intorno a un cellulare dipende dal modello, dalle sue caratteristiche tecnico-costruttive nonché dalla sua distanza dalla testa. Ecco perché si raccomandano gli utenti di fare telefonate brevi, eventualmente alternando l’orecchio impegnato oppure di utilizzare apparecchiature viva-voce. Molta importanza ha anche la distanza del dispositivo di telefonia mobile dalla stazione base. Gli scienziati – secondo uno studio riportato nel 2007 dal giornale indiano Hindustan Times – ritengono che i telefonini possano rappresentare un rischio per la salute soprattutto per chi abita nelle zone rurali, luoghi in cui la potenza del segnale viene incrementata per compensare la distanza dalla stazione radio. Ciò significa che più è forte il segnale e maggiore è il rischio di contrarre un tumore cerebrale. Qualcuno a questo punto si domanderà perché si parli sempre di precauzioni riferite ai dispositivi di telefonia mobile ma non si accenni mai ad altre apparecchiature parimenti dannose. Infatti sotto accusa non è il telefonino di per se ma tutte le principali sorgenti di radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti oggi utilizzate (frigoriferi, asciugacapelli, apparecchi radiotelevisivi, antifurto, antenne paraboliche, videoterminali, ecc.).

Dentro casa, ad esempio, ci si deve preoccupare di disporre alcuni elettrodomestici fissi, come ad esempio il frigorifero e lo scaldabagno elettrico, in maniera tale da evitare lunghe permanenze entro un metro dalla loro superficie oppure verificare che lo sportello del fornetto a microonde si chiuda perfettamente. Bisognerà porre particolare attenzione anche alle linee elettriche, verificando che i cavi siano correttamente schermati e che non vengano costruiti nuovi elettrodotti nelle immediate vicinanze delle case. Come vedete, tutte le avvertenze che riguardano l’esposizione ai campi magnetici hanno in comune una sola cosa: la distanza dal nostro corpo. Ecco il motivo per cui si parla sempre del telefonino trascurando le altre fonti di inquinamento elettromagnetico! Il cellulare è diventato uno strumento di vita quotidiana, un qualcosa che portiamo sempre al seguito: in tasca o in mano è una sorgente di radiofrequenza costantemente a contatto con il nostro corpo! L’energia assorbita dai tessuti umani viene dissipata sotto forma di calore della temperatura locale o  globale. Così, certi organi sono  particolarmente a rischio, come il cristallino, incapace di dissipare il calore perché sprovvisto di vascolarizzazione e soggetto a formare quelle opacità chiamate cataratta; oppure il testicolo, che normalmente opera in condizioni di temperatura inferiore a quella corporea, per cui il riscaldamento indotto può provocare infertilità. Ancora una volta siamo di fronte a un rapporto causa-effetto che non esplicita alcuna certezza ma che continua ad alimentare apprensione nell’opinione pubblica fino a provocare reazioni emotive esagerate rispetto ai dati in possesso della comunità scientifica. Per questo motivo, gli esperti consigliano il ricorso a misure preventive anche in assenza di prove certe sui danni alla salute, specie per le esposizioni a lungo termine.

Ad  esempio, il rilevamento  epidemiologico  di una aumentata incidenza della leucemia infantile a seguito dell’esposizione ai campi magnetici, anche se non  è stato  scientificamente dimostrato un rapporto causa-effetto, ha indotto lo IARC a classificare tali campi come “possibilmente cancerogeni per l’uomo”. Nelle scuole, il Consiglio d’Europa ha detto no all’utilizzo di cellulari e reti wireless preferendo il ricorso a collegamenti via cavo come ad esempio la linea ethernet o usb per la navigazione internet. In presenza di studi discordanti quindi, tra chi sostiene l’innocuità e chi la pericolosità dei campi elettromagnetici, l’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia di applicare il cosiddetto “principio di precauzione”. Questa modalità di intervento preventivo nei confronti di un rischio potenzialmente grave, in attesa dei risultati delle ricerche in corso, è mirato a fornire risposte provvisorie ma “precauzionali” fino  a che non  saranno  disponibili dati sicuri e scientificamente comprovati.

La sentenza dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, questa volta sembra aver smosso le acque stagnanti di questi anni; le case produttrici hanno assicurato il finanziamento di studi indipendenti al fine di conoscere l’effettivo pericolo, ricordando tuttavia che l’attuale classificazione del rischio pone la telefonia mobile a un livello 3 su una scala da 0 a 5 livelli, alla stessa stregua di altre sostanze di uso giornaliero come il caffè e i sottaceti. Il Codacons, in relazione agli eventuali danni alla salute provocati dalle apparecchiature a radiofrequenza, sta valutando la fattibilità di una class action in favore degli utenti di telefonia mobile. Inoltre, dopo la nuova delibera dell’OMS, l’associazione che coordina le compagnie per la difesa dei consumatori propone di chiedere al Ministero della Salute, di obbligare i produttori di telefonini ad apporre sugli stessi avvertenze speciali circa i rischi che si corrono, come del resto già avviene per le sigarette.

Insomma, speriamo che almeno questa volta qualcuno riesca a cavare il ragno dal buco.

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