Bologna e Lehman Brothers. Un altro successo della Confconsumatori

Galeotta fu la firma. Basta questo per il giudice affinchè un cliente della Lehmann Brothers, uno dei tanti investitori, si sia visto restituito il suo capitale. Quasi trentacinquemila euro sacrosanti che a detta del giudice rendono nullo il contratto poichè viene a mancare la firma del legale rappresentante dell’Istituto di credito.
Affinchè tutto potesse essere considerato in ordine bisognava redigere un contratto generale di investimento, sottoscritto, oltre che dal cliente, anche dal legale rappresentante dell’Istituto.

Grande soddisfazione in merito, da parte del legale della Confconsumatori, Giovanna Franchi, la quale ha dichiarato: «Una decisione importantissima che costituisce un’importante conferma di un principio sempre più ripetuto dalla giurisprudenza. L’aspetto più importante è che il Tribunale abbia dichiarato la nullità, sebbene la mancata sottoscrizione fosse stata dedotta solo all’udienza di discussione prevista dal d.lgs. n. 5/03. Il che val quanto dire che, purché la nullità per difetto di forma venga dedotta fin dall’inizio, la mancata sottoscrizione di una delle parti può essere fatta presente in qualsiasi momento del giudizio, anche negli ultimi scritti difensivi».

Mirko Tomasino
28 febbraio 2013

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