Scandalo carne equina: Confconsumatori scrive alla GDO per chiedere tutela sui prodotti trasformati

In questi giorni la notizia della presenza di carne di cavallo in alcuni prodotti sta rimbalzando su tutti i media, in Italia come all’estero.
Con l’occasione sono stati comunivati anche i numeri impressionanti dai quali risulta che in Itala importiano trenta milioni di chili di carne di cavallo senza l’obbligo di indicarne la provenienza in etichetta nella vendita al dettaglio, anche come ingrediente nei prodotti trasformati. Principalmente la carne viene importata dalla Polonia, ma anche da Francia e Spagna, ma anche dalla Romania, da dove arriva poco più di un milione di chili, ma che  sembra essere uno dei principali imputati.
Ora la Confconsumatori, a seguito dello scandalo della carne equina, che ha comportato il ritiro dalla distribuzione italiana di alcuni prodotti commercializzati con marchi della multinazionale Nestlé, ha scritto alla GDO chiedendo chiarimenti ai responsabili della Grande Distribuzione Organizzata (Conad, Coop, Sma/Simply, Auchan, Esselunga, Unes, Lidl, Carrefour, Pennymarket, Eurospin, Pam, Sigma, Selex, Despar Italia, Crai e Billa), chiedendo loro spiegazioni e rassicurazioni circa le contrastanti notizie che si rincorrono sui giornali e dichiarazioni che ne seguono.

Si era appreso infatti che in alcuni piatti pronti a base di carne immesse col Marchio FINDUS che non contenessero solo carne di manzo, ma anche carne equina. Si è anche appreso che alcuni prodotti, commercializzati con il marchio della multinazionale Nestlé, avessero lo stesso problema.
Poi la C.S.I.,
La società italiana che detiene il marchio FINDUS in Italia, ha precisato che non sussiste alcun collegamento tra il marchio Findus commercializzato in Italia e il marchio Findus commercializzato in UK e nel resto d’Europa.
Confconsumatori, proprio per queste voci, chiede di fare chiarezza in merito alla commercializzazione, nelle filiali italiane appartenenti al  gruppo, dei prodotti alimentari a base di carne (o di altri ingredienti) venduti a marchio FINDUS. Un analogo chiarimento è stato richiestoper gli alimenti prodotti dalla società H. J. Schypke.
Infine l’associazione, che difende i diritti dei consumatori, ha domandato alla GDO se la catena distributiva ha posto in essere dei controlli per verificare se nei prodotti a base di carne vi sia effettivamente quanti dichiarato nelle etichette di vendita, precisando di voler essere informati degli esiti dei controlli, per poter rassicurare i consumatori.”
Mara Colla, Presidente di Confconsumatori, nel comunicare che  sono già pervenuti i primi riscontri e che alcuni di questi non erano troppo esaustivi, ha voluto sottolinaeare: ”non accetteremo reticenze:è inaccettabile che il consumatore non sappia che cosa sta mangiando. Scandali come questo devono stimolare le Istituzioni comunitarie”.

 

Sebastiano Di Mauro
24 febbraio 2013

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