Marco Mengoni Trionfa alla 63^ edizione del Festival di Sanremo con “L’Essenziale”

Meritata la vittoria del cantante di Ronciglione, che fu primo a XFactor nel 2009 e terzo al festival nel 2010

Si è conclusa la serata finale della 63^ edizione del Festival di Sanremo che con la conduzione di Fazio e Littizzetto  è stata all’insegna dell’umorismo.
Non era difficile azzardare chi potesse essere il vincitore tra i tre finalisti che vedeva già nella classifica parziale in testa Marco Mengoni, seguito da Modà ed Elio e le storie tese, nonostante il rischio del televoto e la giuria di qualità e della sala stampa che avrebbe potuto stravolgere tutto. Ma alla fine la vittoria è andata, meritatamente a Marco Mengoni con la canzone «L’essenziale». Il secondo posto a Elio e le Storie Tese e il terzo a i Modà.
Al gruppo Elio e  Storie Tese, poco prima era andato il riconoscimento del premio della critica e quello per il miglior arrangiamento.
Marco Mengoni ha rischiato ieri sera riproponendo “Ciao Amore Ciao”, la canzone di Tenco, ma il rischio è stato premiato e lui ha dedicato la sua vittoria alla memoria a Luigi Tenco. “È stato un video di Dalida – dice Marco Mengoni –  a fargli scoprire l’essenza di Tenco, quando l’ho visto mi sono messo a piangere, così mi è entrata dentro”.

Si conclude così il festival della Canzone Italiana, che consacra il trionfo del pop, ma che aveva aperto con Wagner e Verdi, con le esecuzioni dell’orchestra, diretta eccezionalmente dal grande maestro Daniel Harding, il più rappresentativo tra i direttori d’orchestra della scena internazionale.
Una serata frizzante con ospiti che l’hanno resa assai piacevole, come Claudio Bisio, cimentatosi nel lungo monologo nel quale, giusto per non fare politica,  ha parlato di politica con grande diplomazia per non creare atmosfere come quelle già verificatesi con Crozza.  Bisio con un simpatico gioco di parole ha saputo dire quello che la satira ha bisogno di dire: “finché ci sono loro questo paese non cambierà mai, perchè dicono una cosa e ne fanno un’altra, non mantengono le promesse, sono incompetenti, bugiardi, inaffidabili, mandiamoli tutti a casa. Poi lo stesso Bisio dava la spiegazione dicendo non parlo degli eletti, ma degli elettori, parlo di noi, degli italiani, perché siamo noi i mandanti, noi che li abbiamo votati. Se li guardate bene, è impressionante come ci assomigliano, sono come noi italiani, precisi sputati.
Ma al di la della comicità la finale è stata una maratona in cui correvano i 14 campioni che, uno dopo l’altro facevano riascoltare i loro brani, mentre le regole impietose del regolamento li escludeva ad uno ad uno, lasciando i tre finalisti che sono saliti sul podio, dove poco dopo Mengoni conquistava il gradino più alto.
In questa edizione Fazio è stato il regista facendo delle alchimie tra  imitazioni, sketch e canzoni,  ma dove soprattutto la Littizzetto, con la sua imprevedibilità, è stata l’ingrediente che ha amalgamato il tutto rendendo appetitoso il piatto servito. La brava Lucianina, per restare in tema è stata una impareggiabile solista.
Un momento di grande magia c’è stato con Andrea Bocelli che  si è proposto in chiave pop, in omaggio al festival da dove è partita la sua carriera, con due brani “La voce del silenzio” di cui era egli stesso al pianoforte e poi “Love me tender”,  accompagnato al piano dal figlio diciottenne Amos,  del quale ricordava è nato proprio quando lui cantava su quel palco `Con te partirò´.
Come nelle previsioni gli ascolti hanno toccato cifre da record con 13 milioni e 36 mila
spettatori, pari al 47.55% di share nella prima parte. Mentre la seconda parte ha avuto 6 milioni 597 mila con il 52.68%. La media è stata pari a 11 milioni 538 mila spettatori con il 48.17%.

E domani le critiche fioccheranno in tutti il talk show, ma si sa Sanremo è sempre Sanremo!

Sebastiano Di Mauro
17 febbraio 2013

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