Cetrioli-killer, è allarme in tutta Europa: 10 morti e oltre 1000 contagiati

di Roberto Mattei

Gli ortaggi sarebbero stati contaminati da batteri di Escherichia coli del ceppo VTEC, che causerebbe diarree emorragiche, dolori addominali intensi e nei casi più gravi anche la morte.

Ascoli Piceno, 29 maggio 2001 – Dieci persone decedute, oltre 1000 contagiate, questo è il bilancio dell’epidemia di “Escherichia coli” che sta seminando morte e paura in tutta la Germania. Il batterio è stato rinvenuto dall’Istituto di Igiene di Amburgo in un campione di cetrioli proveniente dalla regione spagnola dell’Andalusia e dall’Olanda. La rapida diffusione dell’infezione anche in altri sei paesi del vecchio continente, ha richiamato l’attenzione dell’Unione Europea che si è subito mobilitata per fornire a tutti gli Stati membri le necessarie informazioni sul caso.

Al momento, 42 sono le persone residenti al di fuori del territorio tedesco ad aver contratto il microrganismo patogeno: 2 in Austria, 7 in Danimarca, 1 in Olanda, 25 in Svezia, 3 nel Regno Unito, 3 in Francia, 1 in Svizzera.

Dalle prime indiscrezioni sembra che tutti questi casi si riferiscano tuttavia a soggetti che alcuni giorni prima avevano soggiornato in Germania. Dai sintomi avvertiti dai pazienti e dal quadro complessivo pare che si tratti della forma patogena di Escherichia coli produttrice di verocitotossina (VTEC, che include anche ceppi enteroemorragici, EHEC). Si tratta di un “germe infettivo” che negli ultimi anni ha assunto una certa importanza come causa di colite emorragica e sindrome emolitico-uremica. La trasmissione del batterio avviene per via oro-fecale: l’agente infettante entra nell’organismo attraverso la bocca e viene eliminato con le feci. Considerando che il principale serbatoio del bacillo è il bestiame, gli ortaggi possono essere colonizzati da questi pericolosi ospiti se irrigati con acqua contaminata da escrementi di bestiame. Questo è quello che si pensa sia avvenuto per i cetrioli-killer.

Intanto, mentre le autorità sanitarie madrilene hanno aperto un’inchiesta e chiuso, in via cautelativa, due aziende agricole sospettate di non essersi attenute alle previste norme igienico-sanitarie, si cerca di capire dove possa essere avvenuto il contagio. In Spagna, infatti, sino ad ora non si sarebbero registrati casi sospetti, inoltre – come evidenzia giustamente il ministro dell’agricoltura Rosa Aguilar – la contaminazione potrebbe avere avuto luogo anche altrove, ad esempio durante la fase di trasporto, lo stoccaggio o addirittura la commercializzazione del prodotto, comunque al di fuori del paese d’origine. Critiche anche le autorità olandesi che rifiutano l’ipotesi, riportate da alcuni media, che uno dei campioni incriminati provenga dal loro Stato.

Per quanto riguarda il nostro Paese, il direttore del Centro Nazionale di Epidemiologia dell’Istituto Superiore di Sanità, Stefania Salmasio ha voluto tranquillizzare tutti gli italiani fornendo anche alcuni consigli utili per prevenire l’infezione: «in Italia il pericolo è limitato. Tuttavia abbiamo attivato la nostra rete di epidemiologia e sorveglianza. Qualsiasi caso sospetto verrà segnalato dalle strutture sanitarie al Registro nazionale della Hus (Sindrome emolitica euremica) e i campioni diagnostici saranno inviati al laboratorio nazionale di riferimento per E. Coli presso l’Istituto superiore di sanità! Sono sufficienti comunque poche regole per proteggersi dal pericolo di contagio: lavate accuratamente gli ortaggi da consumare crudi, lavatevi le mani prima della preparazione di questi, ed evitate il contatto con altri cibi ».

L’Unione Europea consiglia i cittadini recatisi recentemente in Germania di segnalare al proprio medico eventuali sintomi di diarrea emorragica.

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