“Non c’è correlazione tra autismo e vaccini” lo stabilisce il PM di Trani

“Non c’è correlazione tra autismo e vaccini” lo stabilisce il PM di Trani
vaccini

I genitori tendono ad interrogarsi sempre più sui rischi che potrebbero derivare dalla vaccinazione dei propri figli; si è diffuso un generale allarmismo e molti ipotizzano una correlazione tra i vaccini e l’autismo, patologia in aumento della quale ancora oggi non si conoscono con certezza le cause.

L’Organizzazione mondiale della sanità ha lanciato un richiamo al nostro Paese, avendo riscontrato  nell’anno passato un calo delle vaccinazioni. Questo calo negli ultimi 5-6 anni è stato di circa 20-30mila unità, passando da una soglia di vaccinazioni vicina al 99% della popolazione pediatrica ad un valore poco al di sotto del 95%. “Un fenomeno grave che è anche causa di decessi”, secondo il prof. Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di sanità.

Inoltre le mancate vaccinazioni potrebbero portare ad una maggiore diffusione di malattie, che fino ad oggi erano in calo.

Prova a mettere un punto sulla questione la Procura di Trani  che ha  stabilito come non ci sia correlazione tra i casi di autismo e la somministrazione del vaccino pediatrico trivalente non obbligatorio contro morbillo, parotite e rosolia (Mpr).

Indagine in Puglia

Si avvia, infatti, verso l’archiviazione l’indagine “per lesioni gravissime” avviata in Puglia dopo la denuncia di una coppia di genitori di Bari che avevano prodotto una consulenza di parte del medico della Polizia di Stato Massimo Montinari sostenendo come l’autismo dei propri figli fosse stata causato dalla vaccinazione trivalente a cui i bambini erano stati sottoposti. Tesi non condivisa dai consulenti nominati dalla procura di Trani che dopo un’indagine epidemiologica realizzata in Puglia hanno stabilito che i casi di autismo hanno colpito anche bambini non sottoposti al vaccino trivalente.

“L’archiviazione di questo procedimento – ha spiegato Giovanni Rezza, consulente della procura di Trani e direttore del dipartimento malattie infettive dell’Iss – e’ senza dubbio una buona notizia non solo per i genitori che debbono sentirsi rassicurati dal fatto che e’ stata ristabilita la verità, ma anche per la scienza in generale che rischiava altrimenti di essere trascinata dentro a un processo dalle prospettive davvero poco chiare”.

L’importanza dell’anamnesi personalizzata

La relazione della Procura di Trani, frutto di una discussione collegiale, ha incluso anche una serie di raccomandazioni che criticano le linee guida ufficiali dell’Oms sui vaccini, in quanto è indubbio che queste debbano avere una valenza generale per tutti i Paesi del mondo, ma è altrettanto vero che nei Paesi più avanzati come l’Italia, i medici non debbano trascurare un’anamnesi accurata del soggetto da vaccinare e il dialogo con i genitori. «I genitori- dice Rezza- vanno convinti, non obbligati».

Soddisfazione sulla decisione del PM di Trani è stata espressa dal ministro della salute Lorenzin, che è stata testimonial in prima persona delle vaccinazioni, dando visibilità mediatica alla vaccinazione dei propri gemelli.

«Sono felice che finalmente la procura di Trani abbia preso atto di ciò che la comunità scientifica internazionale ripete da anni, e cioè che non c’è nessuna correlazione fra vaccini e autismo». Commenta il ministro e aggiunge: «In ogni caso è opportuno che sia sempre la scienza ad avere la prima ed ultima parola».

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