Giapppone: straordinaria ripresa di un calamaro gigante

Questo esemplare di tre metri di lunghezza, è stato ripreso da alcuni scienziati giapponesi con l’aiuto del canale televisivo NHK e di Discovery Channnel.

“Brillava, era così bello. Ero assolutamente sorpeso quando l’ho visto con i miei stessi occhi”. Queste le parole di Tsunemi Kubodera, zoologo presso il Museo di storia naturale del Giappone, ha consacrato una buona parte della sua vita nel dare la caccia ai calamari giganti. Affascinato da questo animale mitico che ha generato intorno a sé miti e leggende, ha finalmente trovato la giusta ricompensa per gli sforzi profusi con passione, tenacia e assoluta dedizione. Dopo un centinaio di immersioni e circa 400 ore passate all’interno di un sottomarino nelle profondità dell’oceano pacifico con la collaborazione della televisione giapponese e dell’ausilio di Discovery Channel il 10 luglio scorso, ha finalmente trovato un esemplare di questa creatura avvolta dal mito e dal mistero a 900 metri di profondità a circa 15 km dall’isola giapponese di Chichi.

 

Il solo corpo di questa creatura, Architeutis il suo nome,  copre tre metri metri di lunghezza ma secondo le stime dei scienziati la sua apertura totale gli permette di raggiungere gli otto metri di lunghezza complessivi anche se i tentacoli principali risultano tagliati per ragioni del tutto sconosciute secondo Tsunemi Kubodera. Questo esemplare di color argenteo che è scomparso dopo l’avvistamento nelle profondità dell’oceano non è il calamaro più grande visto dall’uomo dato che nel 2007 alcuni pescatori neo-zelandesi ne catturarono uno altrettanto grande, appartenente alla razza dei Mesonychotheutis, detti anche calamari giganti. Tuttavia questa volta gli scienziati dispongono di un autentico filmato della bestia nel suo habitat naturale, cosa che permette loro di ricavare informazioni importanti sul suo sviluppo. Le immagini ottenute saranno diffuse su Discovery Channel il 27 gennaio e il 13 gennaio sul canale televisivo nipponico NHK. 

Manuel Giannantonio 

7 gennaio 2013

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook