Paolo Cutini il professore più tecnologico d’Italia. Quando insegnare è una passione

Paolo Cutini il professore più tecnologico d’Italia. Quando insegnare è una passione
Paolo Cutini

Premiato nel 2015 come “docente dell’anno” nella VI edizione dell’iniziativa ANP per l’Innovazione, organizzata da ANP (Associazione Nazionale Presidi) e Microsoft, Paolo Cutini è risultato il professore più tecnologico del nostro Paese.

Il premio vinto gli ha permesso di svolgere uno stage a Londra presso tre istituti scolastici di eccellenza, all’avanguardia per l’utilizzo delle nuove tecnologie nella didattica.

Il prof. Cutini insegna inglese da 19 anni presso il Liceo Linguistico e delle Scienze Umane “Regina Margherita” di Anagni in provincia di Frosinone, dove ha saputo coniugare la storia e la tradizione dell’Istituto con l’innovazione.

Preparato, simpatico, al passo con i tempi, Cutini è sicuramente il professore che tutti avremmo voluto avere dietro la cattedra; gli abbiamo chiesto di raccontarci il progetto che gli è valso il prestigioso riconoscimento.
«Tutto inizia con il sito internet www.cyberteacher.it che ho ideato 14 anni fa, partendo da un programma che permette di creare esercizi interattivi in formato html che ho archiviato nel tempo. Negli anni ho arricchito il sito con gli spunti presi da corsi di formazione e di aggiornamento e dal programma svolto in classe. Il sito è diventata una raccolta di file, anche in formato audio e video.
Al sito principale ho, poi, aggiunto WIKI che raccoglie progetti realizzati dagli studenti anno per anno, un Blog, un canale Youtube e un profilo Facebook per ogni classe. Ho cercato di “prendere i ragazzi per la gola”, coinvolgendoli attraverso quegli strumenti che utilizzano quotidianamente principalmente per svago. Per esempio attraverso Google Drive ogni classe durante l’anno crea un dizionario di inglese, nel quale a poco a poco inserisce i vocaboli nuovi. Gli esercizi realizzati sul sito internet e la partecipazione complessiva alle attività online valgono agli studenti un bonus, un credito del quale terrò conto nella valutazione finale che si aggiunge al giudizio derivante dai compiti in classe e dalle interrogazioni tradizionali»

Imparare, dunque, anche attraverso il gioco, mediante strumenti che permettono di entrare più facilmente in sintonia con gli studenti e catturarne l’attenzione. In questi anni ha notato che il metodo è efficace in termini di miglioramento del profitto dei ragazzi?
«Ho appurato negli anni che le insufficienze gravi sono diminuite notevolmente. Inoltre, quando i ragazzi sono assenti do loro la possibilità di partecipare alle lezioni in video conferenza su Skype, così nessuno resta indietro sul programma svolto.»

Quali vantaggi ha riscontrato concretamente nell’utilizzo delle nuove tecnologie nell’insegnamento?
«Sicuramente nella didattica ho sperimentato un canale di comunicazione a loro congeniale ai ragazzi che vivono incollati a smartphone e tablet e loro hanno apprezzato. Ogni giorno dedico circa 2-3 ore per rispondere ai ragazzi e aggiornare il sito. C’è poi un risparmio nell’uso della carta, infatti i compiti in classe e gli esercizi si possono svolgere direttamente in formato digitale. Infine c’è anche un risparmio di tempo. Grazie a Skype ho potuto fare un colloquio con il genitore di un alunno che lavora in Turchia».

Pc, tablet e telefonino alla mano nessuno sfugge a Paolo Cutini, per il quale, nonostante non sia nativo digitale, le nuove tecnologie non hanno segreti.

Ha ricevuto finanziamenti per questo valido progetto?
«Purtroppo no. I costi, però sono minimi: gli studenti dispongono tutti di PC e smarthphone, da parte mia devo solo sostenere le spese per il mantenimento del sito internet. Sicuramente non è un progetto che ho intrapreso per avere un ritorno economico. Svilirebbe la professione di insegnante che svolgo da tanti anni con soddisfazione. Mi hanno proposto di mettere banner pubblicitari a pagamento ma sono assolutamente contrario.»

I suoi colleghi cosa pensano del “Cyberteacher”? La seguono in questa iniziativa?
«C’è qualche “folle” che apprezza il progetto e mi segue, ma sono ancora pochi. Nel sito principale c’è una sezione a disposizione per gli insegnanti che vogliono condividere il proprio materiale didattico. Sono stati già caricati 700 esercizi riferiti a 10 materie diverse, proposti da 25 colleghi di differente nazionalità.»

Il cyberteacher è senza dubbio un progetto stimolante che riesce a motivare gli studenti, facendoli appassionare allo studio delle lingue. Una didattica innovativa, dove il plus è dato senza dubbio dalla passione che il prof. Cutini mette nel suo lavoro. E’ questa la buona scuola a cui vogliamo mettere il like!.

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