Vaticano, rivoluzione digitale: il lancio dell’account Twitter del Papa @pontifex

Come già anticipato nei giorni scorsi, papa Benedetto XVI è finalmente su Twitter, anche se dovremo aspettare il 12 dicembre per vedere sul rinomato e pluricitato social network un cinguettio del Pontefice. Durante la conferenza nella Sala Stampa della Santa Sede, tenutasi oggi, si è dato vita all’account ufficiale: @pontifex, pagina pubblicata in 8 lingue, incluso l’arabo. Alla presenza di Mons. Claudio Maria Celli, presidente del dicastero delle Comunicazioni Sociali, e Greg Burke, consulente della Segreteria di Stato per la Comunicazione, l’incontro ha voluto anche far capire con quale spirito il Papa abbia intrapreso questa strada innovativa e alla portata di tutti: «Qui, ancora una volta, credo che emerga forte il desiderio di questo Papa di entrare in colloquio, in dialogo con l’uomo e la donna di oggi, e di incontrarli lì dove gli uomini e le donne di oggi si trovano», puntualizza Mons. Celli.

 

Ma perché Twitter, con il suo limite dei 140 caratteri, e non Facebook? Semplicemente per motivi di gestione e velocità nella diffusione dei messaggi. Per Benedetto XVI non sembra affatto un problema, quello della sintesi: i tweet saranno come “scintille di verità”, perché come nell’essenzialità dei versetti biblici, anche in brevi messaggi, si può riscontrare una profonda spiritualità. Il Papa non avrà following, ovvero non seguirà nessuno, non per mancata umiltà, ovviamente. Anzi, è proprio l’umiltà che il direttore dell’Osservatore Romano, a margine della conferenza, attribuisce a Benedetto XVI come una tra le sue caratteristiche principali, «come dimostrato nei suoi gesti, nei suoi discorsi, nei suoi libri, nelle encicliche e lo si constaterà anche su Twitter».

Attendendo dunque il 12 dicembre, ci potremmo chiedere cosa scriverà il Papa. È ancora Mons. Celli ad illuminarci: «Oggi, quello che ci interessa è proprio coinvolgere un dialogo con il Papa sul tema focale di quest’anno: un cammino di fede di ciascuno. Quindi, noi ci auguriamo che arrivino tweet proprio su questo tema, per far sì che il Papa possa dare risposte sue, come risposte a questi tweet ricevuti, che poi possano però risuonare ed essere ritwittati nel mondo». I primi messaggi infatti risponderanno alle domande, indirizzate proprio al Pontefice inviandole a #askpontifex, su questioni relative alla vita della fede. Risposte dal Pontefice in persona, anche se a digitare effettivamente sulla tastiera saranno gli uffici della Segreteria di Stato, nella terza loggia del Palazzo Apostolico. Ma Greg Burke rassicura: «Tutti i tweet del Papa saranno parole del Papa: nessuno potrà mettere in bocca al Papa alcun tipo di espressione che non sia sua».

Una nota preparata in Vaticano sottolinea inoltre che il “lancio” del Papa, che non è considerato molto mediatico, nella rete è una vera espressione della sua convinzione sulla presenza, potremmo dire necessaria, della Chiesa nel mondo digitale. Il social network che ha avuto il grande onore è, per Greg Burke, parte importante del mercato delle idee a cui il mondo ecclesiastico deve partecipare.

I tweet successivi compariranno inizialmente il mercoledì, essendo soprattutto testi estrapolati dall’udienza generale o dall’Angelus, e rappresenteranno molto probabilmente il cuore delle sue catechesi. Ma in futuro i messaggi papali «potrebbero avere una frequenza maggiore», anticipa una nota vaticana.

Ma le novità riguardanti il mondo dei media non si esauriscono a Twitter: è completata la progettazione della app “The Pope” per iPhone e iPad, verrà sottoposta alla Apple per approvazione la prossima settimana, come spiegato da Gustavo Entrala della società di comunicazione spagnola 101, e resa disponibile gratuitamente sull’App Store già a fine anno. Chi vorrà seguire in diretta i discorsi e le omelie del Papa, vedere in tempo reale cosa accade in quel di San Pietro, ricevere notifiche sulle attività di Benedetto XVI, potrà farlo grazie a quest’applicazione che sarà integrata da altri organi di informazione come Radio Vaticana (di cui è già disponibile un’applicazione Apple e Android) e il portale news.va. È in preparazione anche un e-book sull’Anno della Fede in sei volumi: uno dedicato al magistero del Papa e i restanti all’attività della Chiesa nei cinque continenti.

Oggi il messaggio evangelico sembra trovare nuove strade, ma non stanno mancando neppure critiche a tal proposito. Volenti o nolenti: #benvenuto Santità!

Clelia Crialesi

3 dicembre 2012

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