Dal 3 dicembre il Papa su Twitter: la parola di Benedetto XVI in 140 caratteri

Nei giorni scorsi era stato annunciato da Padre Federico Lombrardi, direttore della sala stampa della Santa Sede, ed ora ufficialmente anche Benedetto XVI apre le porte ad un nuovo tipo di comunicazione: il microblogging di Twitter, il social network che avrà l’onore di ospitare, tra i suoi 500 milioni di utenti, anche il Papa. L’account del Pontefice verrà attivato ed annunciato il 3 dicembre in occasione di una conferenza nella sala stampa della Santa Sede in cui verranno spiegati tutti i particolari. L’account Twitter del Papa non è stato ancora rivelato, considerando i molti nomi che ruotano attorno alla figura del Papa, occupati da indirizzi fake che nulla hanno a che fare con la Santa Sede, ma l’ipotesi più accreditata è «@BenedictusPPXVI». Il Vaticano seguirà la procedura dell’azienda di San Francisco per “validare” l’iscrizione e l’account come avviene per tutti personaggi e le aziende pubbliche di rilievo.

 

Probabilmente durante la conferenza verrà puntualizzato che non sarà il Papa in prima persona a tritare, «ma naturalmente sarà lui ad approvare ogni messaggio» aveva dichiarato l’Arcivescovo Claudio Maria Celli, presidente del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali. Ma Benedetto XVI non è alla sua prima esperienza nella rete: «Cari amici, ho appena dato l’avvio a www.news.va. Sia lodato Gesù Cristo! Con le mie preghiere e la mia benedizione, Benedictus XVI», con queste parole già nel giugno 2011 il Papa in 140 caratteri aveva lanciato il portale del Vaticano. Ed è lo stesso Vaticano che tempo fa, per avvicinare i giovani e renderli partecipi attraverso un collegamento diretto con Facebook e Youtube, aveva dato avvio al progetto di Pope2You.net, ma si trattava allora non di un account personale bensì di un portale. Non si sa ancora se il Papa teologo che scrive i suoi libri a mano diffonderà su Twitter i suoi interventi più importanti, frasi tratte dall’Angelus domenicale, sintesi di discorsi, udienze, catechesi, o ancor di più se il Papa twitterà in italiano, in tedesco o il latino, lingua ufficiale del Vaticano e che il Pontefice vuole rilanciare e valorizzare.

Il percorso di innovazione compiuto dalla Chiesa in questi anni sulle nove piattaforme di comunicazione comincia con il “pioniere” Monsignor Gianfranco Ravasi, ministro della Cultura del Vaticano, che, coniugando tradizione a avanguardia, usa regolarmente Twitter per comunicare versetti della Bibbia, potendo contare anche su un blog, e che è seguito da 25842 followers.

Per Benedetto XVI non sembra un problema sottomettersi al limite rigido dei 140 caratteri in nome della nuova evangelizzazione. Nel messaggio per la 46ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, infatti, il Papa rilevava come «nella essenzialità di brevi messaggi, spesso non più lunghi di un versetto biblico, si possono esprimere pensieri profondi se ciascuno non trascura di coltivare la propria interiorità», invitando proprio i giovani a farsi interpreti di questo nuovo linguaggio portato avanti soprattutto sul Web e sui nuovi media.

Prenderanno parte all’incontro monsignor Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio consiglio delle comunicazioni sociali; monsignor Paul Tighe, Segretario dello stesso dicastero vaticano; padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa della Santa Sede; il Professor Gian Maria Vian, direttore de L’Osservatore Romano; Greg Burke, media adviser della Segreteria di Stato. Sarà presente anche Claire Di’az-Ortiz, direttore di Social Innovation per Twitter.

Clelia Crialesi

28 novembre 2012

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