L’economista mistico: ossimoro o inizio di un’alternativa? Convegno organizzato dalla Fondazione Arbor

Il Teatro Filodrammatici di Milano ha ospitato, dal 15 al 18 novembre 2012, il Convegno “L’Economista Mistico”. Esso è stato organizzato dalla Fondazione Arbor in cooperazione con Comunità di Ricerca “Colligite Fragmenta” dell’Università degli Studi di Bergamo e SpazioStudio13 Milano.
È stato uno spazio di interrogazione, riflessione e scambio. Nessuno dei relatori portava certezze ed anzi ciascuno ha cominciato con l’interrogarsi sul titolo, forse provocatorio, del convegno stesso. Più volte è stato citato Panikkar ed il suo invito a scavarsi dentro per cambiare il nostro modo di essere e vivere ed acquistare consapevolezza della “tossicodipendenza da crescita” che ci porta a consumare senza limiti laddove la natura pone limiti ben precisi.
Ma allora perché si pensa che la crescita sia illimitata se le risorse sono invece limitate? perché si consuma molto di più di quello che la natura offre? perché una piccola porzione di umanità utilizza prodotti e beni provenienti da luoghi lontanissimi con uno spreco energetico immenso? perché si spreca senza limiti, arrivando a gettare una percentuale alta del cibo? perché non vediamo i disastri che stiamo provocando e le conseguenze che lasciamo in eredità alle future generazioni?

Questi gli interrogativi alla base del convegno dove si sono cercate risposte capaci di innestarsi nella nostra cultura, di fecondarla e non scavalcarla o di calpestarla. Siamo i figli del nostro tempo. Non possiamo cambiare sistema economico anche se stiamo assistendo ai sussulti che il capitalismo  sta avendo che investono, oltre che la sfera economica, anche quella morale. Possiamo però provare a cambiare orientamento culturale, cominciando dalla “decolonizzazione del nostro immaginario” fortemente ancorato alla conoscenza scientifica, alla misurazione di tutto e alla misticizzazione dell’economia. L’economia infatti, con la sua ubiquità, con la sua falsa abbondanza, con la presunzione di produrre tutto, con lo sfruttamento della natura, con l’omologazione dei desideri, è diventata una religione. Bisogna quindi forse, diventare “atei” di economia e ricominciare a considerare la parola, l’azione, la concentrazione, il comportamento, la capacità di meravigliarsi, di interrogarsi di immergersi nella natura. Ed arrivare, per gradi, a quella decrescita o abbondanza frugale che in tanti si auspicano.

Tra i relatori ricordiamo: Clive Hamilton, autore del libro “ L’economista mistico”; Serge Latouche, professore universitario e autore di libri sulla “decrescita”; Riccardo Petrella, professore universitario impegnato attivamente nello studio della mondializzazione; Achille Rossi, filosofo, teologo e sacerdote, studioso di Panikkar e conoscitore di Maurice Bellet; Antonietta Potente teologa domenicana impegnata attivamente per le donne e l’armonia nella società; Roberto Mancini professore universitario e autore di svariati saggi; Augusto Sabbadini, fisco, filosofo ed insegnante; Marco Novarese professore universitario associato; Fulvio Manara ricercatore e professore universitario, fondatore di Colligite Fragmenta e CDR; Gianni Vacchelli scrittore e docente; Patrizia Gioia, poetessa ed artista fondatrice di SpazioStudio spazio di incontro e confronto.

 

Raffaella Roversi
21 novembre 2012

 

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