Donne nelle istituzioni, in aumento ma non nei posti chiave
A poco a poco aumenta la presenza femminile nei parlamenti nazionali e nell’europarlamento dove si registra il 37% di donne, ma le rappresentanza femminile diminuisce drasticamente nei posti di comando.
E’ quanto emerge dal dossier “Trova l’intruso”, presentato da Openpolis, che fotografa la presenza delle donne nel mondo della politica a vari livelli: europeo, nazionale, regionale e comunale.
Analizzando i 28 paesi che fanno parte dell’UE, la Svezia è l’unico con un governo a maggioranza femminile (52%), mentre la maglia nera dell’Europa spetta al governo greco di Alexis Tsipras composto interamente da uomini.
Solo due donne ricoprono il ruolo di primo ministro: Angela Merkel in Germania e Beata Szydlo in Polonia. In Italia, il governo Renzi al momento dell’insediamento vantava una parità di genere tra i ministri, durata però il tempo di uno spot, infatti oggi la presenza femminile nel governo è scesa al 25.4%.
Anche in Parlamento le donne, seppure in aumento, non raggiungono la parità, ma si fermano al 30%. Il dossier evidenzia come le parlamentari donne hanno maggiore difficoltà ad ottenere ruoli di peso, infatti soltanto 2 alla Camera e 2 al Senato rivestono il ruolo di presidente di Commissione (Donatella Ferranti per la Commissione Giustizia della Camera, Flavia Piccoli Nardelli per la Commissione Cultura della Camera, Anna Finocchiaro per la Commissione Affari Costituzionali del Senato ed Emila Grazia De Biasi per la Commissione Igiene e sanità del Senato) e nessuna ricopre l’incarico di tesoriere del proprio gruppo politico.
ALLE DONNE DELEGHE DI MINOR PESO
Alla disparità numerica si aggiunge l’esclusione delle donne dai ruoli apicali che prevedano la possibilità di gestire consistenti risorse economiche. Le donne sono escluse dalle cariche di prestigio e confinate a settori considerati tipicamente femminili, quali il welfare, la cura della persona e l’istruzione.
In Europa non c’è nemmeno una ministra dell’Economia. Nel Consiglio Europeo le donne sono il 10% e in istituzioni come l’ecofin non superano l’8%.
SITUAZIONE NELLE ISTITUZIONI LOCALI
Speculare al quadro europeo e nazionale è quello locale, solo 2 regioni sono guidate da donne: il Friuli Venezia Giulia da Debora Serracchiani e l’ Umbria da Catiuscia Marini.
La giunta campana di De Luca vanta il maggior numero di donne (75%), mentre il Molise ha l’unica giunta regionale composta da soli uomini.
Complessivamente si parla di quasi il doppio delle nominate nelle giunte (35% di donne) rispetto alle elette nei consigli regionali (18% di consigliere).
Va precisato, però, che anche nei casi in cui le donne sono presenti in giunta, difficilmente ottengono una delega al bilancio o ad assessorati che gestiscono considerevoli risorse economiche.
A livello comunale, i sindaci donna sono il 14% del totale (elette in comuni sotto i 300.000 abitanti).
La legge 215 del 2012, introducendo la doppia preferenza di genere e l’alternanza uomo-donna nelle liste, ha avuto importanti effetti, facendo aumentare del 38.8% la rappresentanza femminile nelle amministrazioni locali.




