Digital Divide, Italia arretrata? Romani: Soluzione sono reti NGN

di Enrico Ferdinandi

Il problema del “Digital Divide” è sempre più al centro del dibattito politico ed istituzionale. Per chi non ne avesse mai sentito parlare, con Digital Divide si intende quel processo di divisione che negli ultimi anni si è andato a creare fra le comunità in grado di utilizzare le nuove tecnologie di comunicazione ed informazione con quelle che non ne sono in grado.

Questo è un problema che attira come detto grandi perplessità, basti pensare che grazie alla fruizione di strumenti all’avanguardia o semplicemente con una connessione internet si è in grado di entrare a conoscenza di informazioni prima inaccessibili.

Informazioni che possono contribuire in maniera ben più che esigua a formare una coscienza in grado di pensare indipendentemente e di conseguenza a far crescere culturalmente gli individui a la comunità tutta. Dove non vi è quindi la possibilità di accedere a questo tipo di servizio si corre il rischio di far arenare la crescita informativa e personale dei soggetti, creando un divario incolmabile con gli altri utenti che al contrario possono soddisfare la loro sete di conoscenza in qualsiasi momento, in qualsiasi modo. Naturalmente negli stati in gravi situazioni economiche e sociali questo potrebbe sembrare un problema da mettere in secondo piano ma se si guardasse con la giusta prospettiva alla potenzialità dei nuovi media a cui accediamo tramite l’utilizzo di Pc, telefoni e quant’altro ogni giorno e pensassimo  a come sarebbe la nostra vita senza, ci potremmo render facilmente conto di quanto le nostre vite ne siano influenzate. L’influenza positiva di cui parliamo si riferisce alla facilità di fruizione delle notizie che siamo in grado di ricevere o recepire, non all’utilizzo o alla percezione quindi ma alla possibilità di avere un numero di informazioni tali da poter creare un’opinione propria ed autonoma.
L’Europa ed i cittadini europei in questi giorni ha mosso una sorta di accusa all’Italia, rimproverata per avere una certa arretratezza digitale. A rispondere il Ministro per lo Sviluppo Economico Paolo Romano che ha dichiarato di voler puntare alle reti Ngn: “Su 22 milioni di linee 12,5 sono connesse in banda larga, e questi sono dati che risalgono a un anno fa”.
Romani ricorda inoltre che la Cassa Depositi e Prestiti è pronta a scucire “8 miliardi per collegare il 50% della popolazione a 100 Mb”.
Dichiarazione questa che lascia molti cittadini perplessi in quanto lo stato dovrebbe garantire maggior possibilità d’accesso a reti di connessione veloce. A pensare a colmare questo divario per il momento ci pensano più che altro le grandi compagnie telefoniche come la Vodafone che ha lanciato la campagna 100 comuni in 100 giorni. Obiettivo, ambizioso a dire il vero, è quello di garantire nell’arco di 3 anni la copertura di rete in oltre 100 comuni italiani. Azione questa che darebbe modo all’Italia di sopperire al fenomeno del Digital Divide che sorge fra città medio grandi e piccoli comuni, sempre più spesso “esiliati” dal resto del paese.

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