Primo Festival dei Beni confiscati alle Mafie: 90 eventi

A Milano dal 9 al 11 novembre nelle sedi degli enti e associazioni assegnatari dei beni sottratti alle Mafie

E’ stato presentato oggi, presso la sede del Comune di Milano, Sala degli Arazzi, di  Palazzo Marino,  il “Festival dei Beni confiscati alla mafia”. Sono intervenuti l’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino, Barbara Sorrentini, direttore artistico del Festival, Francesco Pisa di Associazione Libera, Filippo del Corno, Presidente della Fondazione Scuole civiche, Patrizia Moschella e Guido Cornara docenti di Comunicazione e graphic design del Naba e gli studenti che hanno realizzato il manifesto del Festival. Alle iniziative parteciperanno anche la vicesindaco e assessore all’Educazione Mariagrazia Guida, l’assessore alla Cultura Stefano Boeri, l’assessora allo Sport e Tempo libero Chiara Bisconti e l’assessore alla Sicurezza Marco Granelli.  
Il Festival sarà aperto venerdì 9 novembre da un incontro dibattito sul tema della legalità in un luogo simbolo della città, l’aula consiliare di Palazzo Marino, con gli interventi del Presidente del Consiglio comunale Basilio Rizzo, dell’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino e del Procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso. Con loro il Presidente del Tribunale di Milano Livia Pomodoro, il Presidente onorario di Libera Nando dalla Chiesa e il direttore artistico del Festival Barbara Sorrentini.

Pierfrancesco Majorino, l’assessore alle Politiche sociali, intervendo ha detto: “Questo primo Festival dei Beni confiscati, rappresenta per la città e per i milanesi l’opportunità di una mobilitazione corale intorno al tema della legalità e delle mafie che, anche a Milano, hanno accresciuto la propria presenza e i propri interessi, complice la negazione e la sottovalutazione del fenomeno da parte di istituzioni e non solo. È finito il tempo di questa complicità che, sottovalutando le infiltrazioni e la ramificazione sul territorio delle organizzazioni criminali, ne ha di fatto alimentato la presenza”. E proseguiva dicendo: “Credere che le mafie non possano esistere a Milano è una tragica idiozia. Si deve chiudere definitivamente il tempo in cui Milano ha fatto finta di niente pensando di essere immune alla presenza della criminalità organizzata. Nessuno è immune e gli ultimi fatti di cronaca ce lo hanno ancora una volta drammaticamente ricordato”.
I beni aperti per il Festival sono localizzati in tutta la città e tre (via Cenisio 25, via Canonica 87, via Baldinucci 13) saranno inaugurati in occasione del Festival. Saranno aperti anche due beni simbolo della lotta alla ‘ndrangheta a Milano: la discoteca della Sogemi all’Ortomercato, chiusa nel 2009 dopo la relazione annuale antimafia e il Centro sportivo comunale Iseo, parzialmente danneggiato un anno fa da un incendio doloso. Nell’ex locale delle cosche si esibiranno tra gli altri Giulio Cavalli, con l’anteprima dello spettacolo Duomo d’Onore, Manuel Ferriera nel monologo “Lezione di Tango all’Ortomercato” e Vinicio Capossela. Al Centro sportivo Iseo domenica 11 ci saranno per tutto il giorno attività ed esibizioni: tornei di calcio e una staffetta che toccherà alcuni dei beni aperti per il Festival.
In Lombardia sono più di 800 i beni (tra aziende e immobili) sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Di questi, 300 si trovano sul territorio della città di Milano e 130 sono già stati trasferiti dallo Stato al Comune che li ha destinati a enti e associazioni per finalità sociali. I prossimi immobili saranno tre appartamenti situati in viale Sarca, viale Monza e viale Majno.
La tre giorni di Festival è il risultato della volontà e del lavoro di tanti: Comune di Milano, Associazione Libera, Agenzia nazionale per i Beni sequestrati e confiscati, Fondazione Milano, Sogemi, Radio Popolare e Naba – Nuova Accademia di Belle Arti Milano. Sono stati proprio quattro studenti del Naba a ideare e realizzare il soggetto della campagna di comunicazione del Festival: su sfondo bianco spicca una scritta nera “La Mafia non esiste.” Sotto in corsivo una firma inequivocabile: “La Mafia”. Lo slogan della campagna nasce da una frase più volte sentita e ripetuta nella storia e nei libri che hanno descritto e raccontato negli anni il fenomeno mafioso in Sicilia e nel nostro Paese. I ragazzi l’hanno voluta riprendere in tono provocatorio, mettendo nero su bianco la verità spesso negata.
I beni confiscati che saranno aperti al pubblico e alla iniziative culturali sono 19. A questi si uniscono la discoteca dell’Ortomercato e il Centro sportivo Iseo. Il Festival con le sue iniziative coinvolgerà anche lo Spazio Ansaldo, con la mostra “Il mio sguardo libero. Volti per la legalità” e la Manifattura Tabacchi, con la proiezione del film “Convitto Falcone” di Pasquale Scimeca. Tra i beni confiscati, tre saranno inaugurati e aperti per la prima volta al pubblico in occasione della tre giorni.
Questo il dettaglio dei beni coinvolti:
1 – Via Curtatone 12 (Zona 1), Associazione Suoni Sonori, si occupano di promuovere e divulgare
 l’arte della musica con particolare attenzione ai soggetti svantaggiati;
2 – Via Monti 41 – (Zona 1) ATS Progetto Open Eyes, è sede di un osservatorio sull’uso e l’abuso
       della rete informatica;
3 – Via Jean Jaures 7/9 (Zona 2), Arché Onlus, si occupano di adolescenti;
4 – Viale Monte Santo 10 (Zona 2), Gruppo Cooperativa Goel, si occupano di giovani, spazio fisico
      e simbolico di aggregazione;
5 – Viale Brianza (Zona 2), Associazione Progetto Itaca Onlus, si occupano di giovani adulti con disagio psichico;
6 – Via Mario Bianco 20 (Zona 3), Comunità di Sant’Egidio Milano Onlus, si occupano di anziani fragili;
7 – Via Vallazze 26 (Zona 3), Associazione Opera di San Francesco per i Poveri, si occupano di persone e famiglie con difficoltà abitative;
8 – Via Leoncavallo, 12 (Zona 3), Associazione Onlus Amici contro la droga, si occupano di persone dipendenti dal gioco d’azzardo;
9 – Via del Mare 185/187 (Zona 4), Comunità San Patrignano, libera associazione onlus (progetto gestito in collaborazione con Anglad Milano Onlus), si occupano di tossicodipendenti;
10 – Via Momigliano 3 (Zona 5), Cooperativa Zero5 – Laboratorio di Utopie Metropolitane, si occupano di minori e famiglie;
11- Via del Mare 267 (Zona 5), Associazione comunità Giovanni XXIII, si occupano di ragazze straniere vittime della tratta e di persone senza fissa dimora;
12 – Via Ceriani 14 (Zona 7), Associazione “Il Balzo”, si occupano di famiglie, adolescenti, famiglie con disabili;
13 – Via Martirano – Guascona (Zona 7), Opera in Fiore Terreno, si occupano di reinserimento sociale di detenuti ed ex detenuti;
14 – Via Cenisio 25 (Zona 8), Aldo Perini Onlus, si occupano di malati di SLA – Sclerosi laterale amniotrofica; INAUGURAZIONE
15 – Via Canonica, 87 (Zona 8), Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus, si occupano di ragazzi con disabilità; INAUGURAZIONE
16 – Via Serra 14 (Zona 8), Società Cooperativa Sociale Comunità Progetto, si occupano di donne straniere vittime della tratta e dello sfruttamento sessuale;
17 – Viale Jenner 31 (Zona 9), Comune di Milano, è diventata una casa alloggio per anziani indigenti;
18 – Via Baldinucci, 13 (Zona 9), Pio Istituto di Maternità, offrono ospitalità in mini alloggi a nuclei familiari con bambini ricoverati in ospedali milanesi, INAUGURAZIONE
19 – Via Lanfranco della Pila (Zona 9), Progetto “Casa alloggio Erika”, si occupano di adolescenti con disturbi del comportamento alimentare;

 

Sebastiano Di Mauro
31 ottobre 2012

I dettagli del programma sul sito ww.comune.milano.it

 

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