Anonymous rivela lo stalker di Amanda Todd

Il suicidio di una adolescente canadese che si dichiarava vittima di molestie via internet è diventato un evento di portata mondiale nei social network e nella rete in generale, il suo video è stato visto da milioni di persone su YouTube e i pirati del collettivo Anonymous non sono rimasti indifferenti e in accordo al loro credo hanno deciso di agire immediatamente.
Amanda Todd, una giovane studentessa di 15 anni di Port Coquitlam, nell’Ovest del Canada, si è suicidata il 10 ottobre.

Un mese prima, ha pubblicato un suo video in bianco e nero in rete in cui ha descritto i maltrattamenti subiti da tempo. Ha ammesso di aver inviato via Web Cam, una fotografia dei suoi seni nudi ad un internauta che ha conosciuto in rete che gli ha successivamente chiesto se era disposta a fare uno “Show” in privato per lui.
Lunedì sera gli hackers del gruppo di Anonymous hanno dichiarato on line tramite uno dei loro forum che questo “abominio sarà punito”. Hanno dichiarato di conoscere l’identità dell’uomo in questione e anche il suo indirizzo, nella regione di Vancouver in Canada.

Il gruppo di hacker Anonymous, i “giustizieri della rete”, ha reso noto infatti nome, indirizzo e numero di telefono del cyber-bullo che ha portato la piccola Amanda al suicidio. L’uomo, Kody Maxson, 30 anni, abiterebbe a pochi km di distanza da casa Todd e sarebbe un assiduo frequentatori di siti pedo-pornografici. Nel suo computer avrebbero scoperto una vera e propria fotogallery di ragazzine a seno nudo. Anonymous ha successivamente dichirato:
“Di solito non ci piace dare una mano alla polizia ma siamo stati costretti a mettere le nostre abilità a favore della protezione dei bambini.Ironia della sorte abbiamo qualche buona persona in Vancouver che ha portato questa cosa all’attenzione dei nostri coordinatori. È una storia davvero triste che ci riguarda tutti“.

L’incidente della fotografia, sopraggiunto tre anni fa ha comportato gravi crisi di panico e di depressione nei confronti della giovane ragazza. La sua famiglia è stata costretta a traslocare ma sfortunatamente il suo stato non ha migliorato. Ha avuto anche alcuni conflitti con i suoi compagni di scuola avendo avuto un piccolo flirt con il ragazzo di una sua compagna. In seguito a una sempre più crescente depressione ha tentato poi di suicidarsi. Il video della giocane Amanda è stato visto in un primo tempo da migliaia di persone. Ma dopo la diffusione della notizia della sua morte ha inevitabilmente attirato la visita di milioni di utenti in tutto il mondo. Nel Canada la sua morte ha rilanciato il dibattito sulla “Cyber- intimidazione”.

Il Primo ministro della provincia di Columbia, Christy Clark ha lanciato l’idea di una discussione nazionale sull’opportunità di fare della cyber intimidazione un delitto punibile dalla legge.

Manuel Giannantonio

17 ottobre 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook