Anonymous liquida Wikileaks

E la fine di una collaborazione nata nel 2010. Gli attivisti del collettivo Anonymous infatti decisero di sostenere Julian Assange e la sua creazione Wikileaks, criticato dal mondo intero dopo la pubblicazione di telegrammi diplomatici americani segreti e non solo, conducendo diversi attacchi con i siti di giganti della portata di Mastercard, Visa e PayPal. Da allora il gruppo che agisce con indosso la maschera di Guy Fawkes (eroe della congiura delle polveri e protagonista della pellicola cinematografica dei Fratelli Waschowski V per Vendetta), non ha cessato di difendere questo sito e il suo fondatore. Tuttavia, è rimbalzata una notizia nelle ultime ore che ha lasciato molti a bocca aperta. Anonymous infatti ha annunciato la rottura dei propri legami con Wikileaks denunciando un tradimento.

 

Questa decisione coincide con la messa in scena sul sito di Wikileaks di un Paywall (letteralmente tradotto come “muro a pagamento”), uno spazio pubblicitario a pagamento. Dal momento in cui un utente clicca su uno dei documenti contenuti nel sito, la pagina stessa viene invasa da messaggi che suggeriscono un pagamento all’organizzazione, o di condividere un video “Votate Wikileaks” sui social network. “Votate con il vostro portafoglio, votate Wikileaks”. Se nessuna delle soluzioni proposte viene scelta, il documento non potrà essere visualizzato e la sua lettura dunque rimane impossibile.

Sul noto social Network Twitter, Anonymous ha immediatamente protestato contro questo nuovo Modus Operandi. Dopo dieci ore di discussioni con Wikileaks, il Paywall è stato effettivamente rimosso. “La maggior parte degli utenti non ha la conoscenza tecnica necessaria per togliere questo Paywall. E chiaro che Wikileaks vuole forzare le donazioni impendendo l’accesso alle informazioni. E un modo di operare immondo e assolutamente non etico.” Questo quanto riferito dal comunicato stampa ufficiale presentato da Anonymous.  

Questo documento lascia intuire che le due organizzazioni vivevano ultimamente rapporti molto tesi. Anonymous rimprovera a Wikileaks di avergli fatto correre grandi rischi. “Ad oggi, nessun membro di Wikileaks è preoccupato dalla giustizia. Noi invece abbiamo 14 dei nostri membri che attualmente rischiano 15 anni di prigione per aver difeso on line Wikileaks, e uno di noi, Jeremy Hammond è ora detenuto ed è passibile di 20 anni di galera per aver divulgato documenti su Stratfor. Non parliamo nemmeno dell’eroico Bradley Manning che rischia la pena di morte”, ha puntualizzato il collettivo di Hackers chiudendo il discorso con un chiaro messaggio “Anonymous non rischierà più la galera per Julian Assange”. Altre grane in arrivo dunque per il già perseguitato Julian Assange.

Manuel Giannantonio

13 ottobre 2012

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