La pena di morte verso un’abolizione universale?

Mercoledì 11 ottobre 2012 ha avuto luogo la giornata mondiale contro la pena di morte instaurata nove anni fa dalla Coalizione mondiale contro la pena di morte. Dalla sua creazione, 18 paesi hanno abolito questa pratica per tutti i tipi di crimini tra i quali, l’Argentina, la Grecia, la Lettonia, il Messico e la Turchia. Oggi un buon numero di difensori dei diritti dell’uomo si mobilitano per l’abolizione universale della pena di morte. Uno degli esempi più concreti di questa tendenza è certamente l’intraprendenza dei ministri degli Esteri tedesco, austriaco, francese, italiano, svizzero ma anche del Liechtenstein. Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon incita tutti i paesi del globo ad agire in questo senso quanto prima.

 

Agire in favore di una risoluzione alla prossima Assemblea Generale dell’ONU. La pena di morte è effettivamente ancora praticata da circa una sessantina di paesi nel mondo. “In molti paesi, la pena di morte è stata usata come soluzione finale per crimini di natura politica, per motivi di adulterio e motivi anche più banali. Per molto tempo abbiamo creduto che questa punizione sia stata il giusto rimedio legale, ma una stretta analisi conferma il contrario. Quando le persone commettono delle ingiustizie, devono essere sanzionate. Credo che lo scopo dalla sanzione sia permettere alla persona di riabilitarsi, ma quando una persona viene privata della propria vita è vendetta. Non si permette dunque che la giustizia faccia il suo corso”. Questo quanto ha affermato nell’occasione del 10° anniversario della giornata internazionale contro la pena di morte Demba Ciré Bathily, diplomatico e difensore dei diritti dell’uomo. Ha colto inoltre l’occasione per ricordare che questa pratica è assolutamente contradittoria alla dignità umana e ai diritti dell’uomo è contradittoria anche con il principio di giustizia e non può essere adeguata al concetto di sicurezza. Sarebbe una risposta penale inappropriata.

Se i paesi del magreb applicano una moratoria di fatto e se paesi come la Cina, la Corea del Nord, l’Iran, gli Stati Uniti e il Giappone (due paesi democratici n.d.r ) continuano ad applicare la pena capitale, altri Stati si sono impegnati verso l’abolizione come il Benin e lo Stato della California nel quale si terrà un referendum previsto per il mese prossimo. I futuri congressi sulla pena di morte avranno luogo a novembre a Rabat in Marocco e a giugno in Spagna a Madrid.

Manuel Giannantonio

11 ottobre 2012  

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