Ilva: +50% di ricoveri per tumori nei primi 6 mesi del 2012

È stato approvato quest’oggi al Senato il decreto sull’Ilva, ovvero il provvedimento che contiene le disposizioni per la bonifica del territorio di Taranto, che ora è quindi legge a tutti gli effetti (247 sì e 20 no) e punta ad accelerare il processo di bonifica e riqualificazione del sito che ospita il più grande polo siderurgico europeo: l’obiettivo, assai arduo, è quello di superare ai gravi problemi ambientali e sanitari che si sono creati in questi anni e, al contempo, salvaguardare l’occupazione.

L’approvazione della legge difatti è arrivata, non a caso, in concomitanza con la diffusione di nuovi allarmanti dati sulla questione salute ed inquinamento delle zone adiacenti all’acciaieria. La responsabile controllo spesa farmaceutica della Asl, Rossella Moscogiuri ha dichiarato, nel corso del congresso della Federazione italiana medici di medicina generale in corso a Villasimius, che nel primo semestre del 2012 si è registrato un drastico aumento di ricoveri per patologie tumorali su tutto il territorio della Asl del capoluogo pugliese, pari a un +50% rispetto al primo semestre del 2011: “A Taranto si registra un’alta percentuale di patologie respiratorie – afferma la Moscogiuri – insieme a una più alta spesa farmaceutica rispetto alla media nazionale. La Asl di Taranto ha avviato uno studio comparativo con altre Asl di Veneto, Toscana e Abruzzo e dai primi dati risulta che a Taranto il 3,3% della popolazione soffre di grave patologia respiratoria,contro l’1,8% di Verona e il 2,3% di Teramo”.

La funzionaria Asl di Taranto ha inoltre rilevato che in oncologia si registra un aumento del 60% di day hospital e del 40% di accessi ambulatoriali.

Le novità legate all’Ilva non finiscono qui, sempre in giornata è stata depositata alla cancelleria penale del tribunale di Taranto la prima denuncia con la richiesta di contestazione del reato di omicidio volontario con dolo eventuale nei confronti dei legali rappresentanti dell’Ilva e già coinvolti nell’inchiesta per disastro ambientale.

A presentare la denuncia l’avv. Giuseppe Lecce, del foro di Taranto, per conto della figlia di un ex dipendente comunale che ha lavorato con mansioni da giardiniere per 30 anni in un vivaio in contrada ‘Taranto Croce’ (nei pressi dell’ex ospedale Testa), ed è morto nel 2006 a causa di un melanoma, nell’esposto si può leggere: “E’ risaputo che la zona presso cui mio padre ha prestato la propria attività lavorativa era ed e’ tuttora esposta agli agenti inquinanti prodotti dall’Ilva e che l’elevatissimo e allarmante tasso di inquinamento, vera e propria piaga che affligge la nostra città, e’ causa della crescita esponenziale di tumori e di altri gravi patologie”.

«Il prefetto ha dimostrato grande sensibilità e ha sbloccato questa situazione che ci preoccupava. Noi vogliamo ribadire il senso di rispetto nei confronti della magistratura e continuare a fare il nostro dovere fino in fondo per tutelare i posti di lavoro». Lo ha detto il presidente dell’Ilva, Bruno Ferrante, dopo aver incontrato gli operai che protestavano su due degli impianti sottoposti a sequestro. «Il messaggio che i lavoratori oggi hanno voluto dare – ha precisato – è di maggiore serenità, di senso della misura e dell’equilibrio. Ed è quello che ci vuole in una vicenda così spinosa e difficile»
Intanto il presidente dell’Ilva, Bruno Ferrante, dopo aver incontrato gli operai che protestano da settimane su due degli impianti sottoposti a sequestro ha dichiarato: “vogliamo ribadire il senso di rispetto nei confronti della magistratura e continuare a fare il nostro dovere fino in fondo per tutelare i posti di lavoro. Il messaggio che i lavoratori oggi hanno voluto dare è di maggiore serenità, di senso della misura e dell’equilibrio. Ed è quello che ci vuole in una vicenda così spinosa e difficile».
Ricordiamo ai nostri lettori che il provvedimento, messo a punto dal governo dopo il sequestro dello stabilimento disposto dalla magistratura, rende immediatamente disponibili le risorse previste dal protocollo d’intesa del 26 luglio a favore della riqualificazione ambientale pari a un importo complessivo di 336 milioni di euro: 329 pubblici e 7,2 privati.

Enrico Ferdinandi

3 ottobre 2012

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