Grillo pronto a lanciare Liquid Feedback

I pregi e i difetti

Qualche giorno fa Beppe Grillo sul suo blog ha fatto un annuncio importante: “Per le prossime elezioni politiche i candidati del M5S saranno scelti on line e il programma sarà discusso e completato attraverso una piattaforma in Rete. In modo trasparente”.

Lo strumento con cui raggiungere questo obiettivo sarebbe Liquid Feedback, il software utilizzato dal Partito Pirata in tutta Europa per svolgere la propria azione politica, incentrata particolarmente sulla battaglia contro il copyright e per una conoscenza condivisa. Un Partito Pirata – sbarcato anche in Italia – che si è messo in luce soprattutto in Germania, dove nelle elezioni dei Lander degli ultimi 2 anni ha raggiunto dal 7 al 9% dei voti.

 

Liquid Feedback è un programma che permette ai membri del movimento di partecipare direttamente su internet alla discussione delle proposte e poi votarle. È da sottolineare che la votazione non si limita ad una banale scelta tra “sì o no”, bensì si fonda sul cosiddetto metodo Schulze, che prevede che venga espressa una graduatoria tra le preferenze. L’algoritmo calcola poi la soluzione più votata. Un metodo sicuramente interessante, adottato anche da Wikipedia, ma se si passa sul piano politico, le cose cambiano.

Occorre evidenziare che sul piano dell’organizzazione interna dei movimenti, la piattaforma Liquid Feedback può certamente rappresentare un mezzo utile per l’articolazione delle proposte programmatiche e per l’adozione di scelte relativamente collettive. Ma se sul piano locale tutto ciò può funzionare, sul piano nazionale la questione è ben più complessa.

La possibilità di delegare il proprio voto ad un altro partecipante, maggiormente competente o con più disponibilità di tempo, a livello nazionale – in virtù dell’ampia base elettorale – potrebbe condurre alla formazione di una concreta classe rappresentativa. Paradossalmente, proprio ciò da cui si cerca di fuggire.

Per questi motivi la partecipazione dovrebbe realizzarsi attraverso piccoli consigli, a livello locale. Come ha ricordato Alfonso Moscato, del meetup grillino di Palermo, in un’intervista al Fatto, il Liquid Feedback è stato utilizzato per definire il programma alle prossime regionali siciliane, e l’accesso è stato limitato agli attivisti: “Per la partecipazione abbiamo chiesto l’invio di una copia della carta d’identità e l’URL del profilo MeetUp di appartenenza”.

Se a livello locale, poi, è possibile avvicinarsi ad una decisione largamente condivisa, sulla base di una mediazione tra le proposte, sul piano nazionale raggiungere questa “armonia” tra le diverse opinioni risulta decisamente più difficile. Così gli interessi della maggioranza prevarrebbero, mentre quelli delle minoranze si piegherebbero e scomparirebbero immediatamente, in vista di un’altra votazione, nel nome di una frenetica democrazia elettronica.

Ermes Antonucci

21 settembre 2012

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