Realtà virtuale, in commercio la tuta per il Cyber Sex

di Roberto Mattei

Inventata e brevettata da Kevin Alderman, costa circa 900 euro e garantisce sensazioni da brivido.
Ascoli Piceno, 15 maggio 2011
– Dieci anni fa l’avremmo creduta fantascienza o una tecnologia di un futuro lontano. L’abbiamo immaginata indossata da astronauti “solitari” durante viaggi spaziali verso pianeti lontanissimi. C’è chi addirittura l’ha vista in documentari avveniristici o in qualche commedia americana. Ma lei, la tuta del “Ciber Sex” è già realtà e tra qualche anno manderà in pensione bambole gonfiabili e altre bizzarre apparecchiature elettriche.

Rinchiusi in uno stanzino, da soli o in compagnia, in piedi, seduti, sdraiati, sul divano o in camera da letto, potremo fare l’amore con la persona dei nostri sogni, quella che abbiamo sempre desiderato e mai avremmo pensato di incontrare e possedere: il macho muscolo e abbronzatissimo per le femminucce; il pezzo di ragazza dalle belle “poppe” a pera e dal fisico asciutto e mozzafiato per i maschietti più esigenti. Brutti o belli, grassi o magri, timidi o disinibiti potremo abbandonarci in orge e amplessi di ogni genere o aspirare a diventare un nuovo “stallone” del cinema a luci rosse.

 

 

Nata dalla mente fantasiosa di Kevin Alderman, un commerciante del sesso virtuale in rete, l’invenzione è destinata a diventare una toccasana per l’intero genere umano. Butteremo via il viagra e altri medicinali miracolosi che promettono prestazioni sessuali fantastiche, ma che presentano una lunga lista di controindicazioni. Saluteremo per sempre aids, gonorrea, sifilide ed epatite c, perché non ci sarà più il contatto con il partner. Manderemo in crisi il mercato del sesso per eccellenza, la prostituzione, con le relative organizzazioni criminali che lo gestiscono. Addio anche alle lunghe giornate in video-chat sbavando dinanzi a splendide ragazze che ci sussurrano frasi erotiche molto spinte. Ci guadagneremo in salute e denaro.

Basterà indossare la tuta del piacere, collegare un cavetto alla presa USB del computer e iniziare con i preliminari: carezze, baci, succhiotti e toccatine varie. Il resto, poi, lo possiamo immaginare. Dobbiamo solo sperare che non abbia lo stesso successo di Facebook o My Space, altrimenti l’indomani, dopo aver dedicato l’intero pomeriggio e la nottata al nostro “sport” preferito, dovremo trovare qualche scusa originale, per spiegare al nostro capo le profonde “borse” sotto gli occhi e il pallore un po accentuato sul viso.

Un giornalista del noto quotidiano britannico “The indipendent”, che ha avuto modo di testare la particolare invenzione, ha affermato che l’apparecchiatura funziona magnificamente e che cade a puntino se abbiamo dei legami sentimentali con una persona che si trova a chilometri di distanza da noi; vivendo sotto lo stesso tetto sarebbe assai difficile spiegare al nostro partner la destinazione d’uso dello strumento. Tutt’al più, se scoperti, potremo finalmente dire di avere “l’amante” nell’armadio o addirittura nel cassetto, perché sarà proprio li che riporremo l’attrezzatura dopo averla usata.

L’invenzione, che assomiglia a una vera e propria muta da sub, è composta da sensori di movimento ed elettrodi, ubicati a contatto con il corpo in corrispondenza dei nervi periferici, capaci di convertire i nostri gesti in sensazioni tattili, provocando così un sostituto virtuale dell’atto sessuale.

L’alimentazione del sistema avviene per mezzo di lunghi cavi che collegano i dispositivi di controllo alle porte usb dell’elaboratore. Unico avvertimento degno di menzione è quello di restare vicini al pc durante “gli esercizi”, per evitare che la presa si stacchi provocando un “coitus interruptus cyberneticus”. Al momento, la  tuta viene venduta sul mercato a un prezzo di circa 900 euro ma, nel giro di qualche anno, tutti noi comuni mortali potremo finalmente avere il fantastico indumento dentro l’armadio.

Un addio quindi ai masturbatori solitari, ai pedofili, maniaci sessuali e a tutte le altre forme di perversione sessuale. Potremo forse ritrovarci con qualche monitor fatto a pezzi ,ma sarà sempre meglio di quello che potrebbe accadere incontrando pericolosi “orchi” e sconosciuti nel mondo del web.

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