Il Ramadan, la festa musulmana del digiuno, lontana e al contempo vicina a noi

Dal 20 luglio al 19 agosto è durato quest’anno il mese di digiuno e di preghiera per i fedeli musulmani chiamato Ramadan. Poiché segue il calendario “lunare”, che ha 10 o 11 giorni in meno del calendario solare, il Ramadan inizia ogni anno in un momento differente del nostro anno “solare”, quando appare nel cielo la mezzaluna (Hilal).

È il nono mese del loro calendario, carico di sacralità: rispettare il Ramadan costituisce infatti il quarto dei cinque pilastri dell’Islam fissati dal Corano, insieme alla testimonianza di fede, alle preghiere rituali, all’elemosina canonica e al pellegrinaggio alla Mecca almeno una volta nella vita in un preciso mese del calendario lunare.

Il Ramadan è un periodo molto particolare per i fedeli per la rigorosa osservanza del digiuno durante il giorno e per il carattere festivo delle notti. Dall’alba al tramonto infatti non si può bere, mangiare, fare sesso, fumare o profumarsi. Lo scopo è quello di purificare corpo e anima da tutto quanto venga dal mondo esterno, corrotto e corruttibile che quindi porta a godimenti che distraggono il fedele dall’autodisciplina, dall’appartenenza ad una comunità, dalla pazienza e dall’amore per Dio. Solo persone deboli, come vecchi, malati, donne incinte o che allattano e neonati sono esclusi dall’obbligatorietà del rispetto del Ramadan. In alcuni paesi islamici infatti, il mancato rispetto dell’osservanza del Ramadan è sanzionato penalmente.

Come per esempio in Marocco. Qui, la fondatrice del movimento per le libertà individuali, Ibitassame Lachgar si batte da 2 anni contro l’articolo 222 del codice penale che prevede sanzioni penali contro i fedeli chi non rispettino il digiuno. Provocatoriamente infatti due anni fa, la Lachgar ha indetto un grande pic-nic in pieno mese di digiuno per aprire un dibattito sulla libertà religiosa e di coscienza che porti al diritto di non rispettare il digiuno pur restando fedeli musulmani. Al termine del Ramadan, si celebra la grande festa “dell’interruzione” del digiuno, Id al-Fitr.

Le autorità italiane riconoscono la grande importanza di questo momento dell’anno per la comunità musulmana. Il vicesindaco di Milano, Maria Grazia Guida, ha rivolto un messaggio di solidarietà in occasione dell’apertura del Ramadan alla Comunità musulmana di Milano, ma anche alla città intera. L’Arcivescovo di Milano, Cardinale Scola, ha inviato per la festa del Id al-Fitr un messaggio di vicinanza e di benedizione ai fedeli musulmani lombardi e non solo, ricordando come il tema educativo sia il fulcro del testo augurale del Pontificio Consiglio del Dialogo Interreligioso. Cristiani e musulmani sono uniti oggi dalla comune responsabilità di ridare alla vita e ai concetti di giustizia e pace, contenuti religiosi.

Molto concreta invece l’iniziativa della Casa Circondariale di Busto Arsizio, che ha deciso di organizzare la festa del Id al-Fitr invitando, oltre che i detenuti musulmani osservanti anche i giornalisti che desiderino parteciparvi, che potranno, previo accordo, intervistare i detenuti. Si festeggerà insieme con tè, biscotti e musica. La Festa del Ramadan si svolgerà presso la Casa Circondariale di Busto Arsizio, Via per Cassano 102 Martedì 21 agosto alle ore 9,15.

Raffaella Roversi
19 agosto 2012

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