K pancreas avanzato: FOLFIRINOX vs Gemcitabina

di Cristina Caruso

Lo studio condotto dall’Università di Nancy insieme ad altre Università francesi, pubblicato sul New England Journal of Medicine, ha messo a confronto l’efficacia e la sicurezza di una combinazione di farmaci chemioterapici basata su oxaliplatino, irinotecan, 5-fluorouracile e leucovorina (FOLFIRINOX) contro gemcitabina, quale trattamento in prima linea nei pazienti con cancro al pancreas metastatizzato.

342 pazienti con gravità di malattia tra 0 e 1, su una scala da 0 a 5, sono stati candidati a ricevere FOLFIRINOX (oxaliplatino 85 mg/mq, irinotecan 180 mg/mq, leucovorina 400 mg/mq e 5-fluorouracile 400 mg/mq in bolo seguito da 2400 mg/mq ad infusione continua per 46 ore, ogni 2 settimane, p1q14) oppure Gemcitabina 1000 mg/mq settimanalmente per 7 – 8 cicli e poi, sempre settimanalmente, per altre 3 – 4 settimane. Nei pazienti che hanno risposto al trattamento, la terapia ha avuto la durata di 6 mesi. L’obiettivo primario è stata la sopravvivenza globale.
Qualche risultato. La mediana della sopravvivenza globale è risultata essere di 11.1 mesi nel gruppo FOLFIRINOX contro i 6.8 mesi della Gemcitabina (hazard ratio decessi, 0.57%, intervallo di confidenza 95%, 0.45 – 0.73; p < 0.001). La mediana della sopravvivenza libera da malattia ammonta a 6.4 mesi nel primo gruppo e 3.3 nel secondo (hazard ratio progressione della malattia, 0.47, intervallo di confidenza 95%, 0.37 – 0.59; p < 0.001). La percentuale di risposta è stata del 31.6% nel gruppo FOLFIRINOX contro il 9.4% dei pazienti trattati con Gemcitabina (p < 0.001). Sono stati riscontrati più effetti collaterali nel gruppo sottoposto allo schema sperimentale: neutropenia febbrile nel 5.4% dei pazienti). Per quanto riguarda la qualità della vita (QoL), a 6 mesi il 31% dei pazienti che avevano assunto FOLFIRINOX lamentavano un calo della QoL versus il 66% dei trattati con Gem (hazard ratio, 0.47; intervallo di confidenza 95%, 0.30 – 0.70; p < 0.001). In conclusione, il trattamento FOLFIRINOX ha aumentato la sopravvivenza del pazienti ma anche la tossicità è incrementata. Può essere comunque considerata una opzione valutabile per la cura di pazienti affetti da cancro al pancreas in stadio avanzato (metastatizzato) e condizioni generali accettabili.  Lo studio era già stato presentato in fase II alla quarantatreesima conferenza annuale della American Society of Oncology (ASCO) nel 2007 e in fase III alla quarantaseiesima conferenza ASCO nel 2010. È stato finanziato dal Governo Francese e altri; ClinicalTrials.gov (numero NCT00112658). “Questo trial ha dato modo di pensare a tutti” dice John Marshall, direttore della ricerca clinica al Longobardi Comprehensive Cancer Center della Georgetown University (Washington) – “sembra come se, dopo 15 anni, la Gemcitabina non possa essere più considerata nel trattamento standard e ci si chiede se sono necessari i tre farmaci del protocollo FOLFIRINOX oppure due farmaci sono altrettanto ben efficaci.”

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