Giornata contro la violenza sulle donne. Solo il 10% ha il coraggio di denunciare

Giornata contro la violenza sulle donne. Solo il 10% ha il coraggio di denunciare

Moltissime sono le iniziative che si susseguiranno oggi, nel mondo della politica, dello sport, dell’imprenditoria e del volontariato, per onorare la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Da anni sono stati accesi i riflettori mediatici su un fenomeno che sembra però non arrestarsi. Secondo i dati dell’Oms ogni 3 giorni, in Italia, una donna viene uccisa dal partner, dall’ex, o da un familiare.

Cifre allarmanti: una donna su tre, con età compresa tra i 16 ed i 70 anni, dichiara di aver subìto una qualche violenza fisica o sessuale. Lo scorso anno in Italia 115 donne hanno perso la vita per mano del coniuge, del fidanzato o di un ex. Alla tragedia si aggiunge il dramma dei figli che nel 65% dei casi hanno assistito ad episodi di violenza sulla propria madre.
La Croce Rossa ha messo in campo sportelli di ascolto per le vittime di violenza, ai quali si rivolgono principalmente donne tra i 35 e i 40 anni sposate con figli.

L’Oms ricorda che la violenza subita è una delle prime cause di morte o di invalidità permanente delle donne. Nella maggior parte dei casi le violenze si compiono tra le mura domestiche e nel 90% dei casi le vittime, per paura di ritorsioni o per vergogna, non denunciano quanto subìto. Non va dimenticato come il fenomeno riguardi spesso anche bambine ed adolescenti.

Secondo i dati Unicef, nel mondo circa una ragazza sotto i 20 anni su dieci è stata violentata o costretta a subire atti sessuali. In Italia, il 10,6% delle donne ha subito violenze sessuali prima dei 16 anni.  Il nostro Paese negli ultimi anni ha cercato di dotarsi di un corpo legislativo in grado di contrastare il fenomeno, con le leggi sullo stalking, sul contrasto al femminicidio, con la ratifica della Convenzione di Instanbul, (“Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica”).

Pochi mesi fa il Governo ha approvato il Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere, che prevede una serie di interventi per prevenire, contrastare, reprimere ed effettuare azioni di sensibilizzazione, con uno stanziamento di 30 milioni di euro. Ma l’ex ministro delle pari opportunità, Mara Carfagna, sostiene che: “Il Piano Nazionale antiviolenza che è stato varato, soltanto a luglio del 2015 a ben due anni dalla norma che l’ha decretato, non sembra fornire gli indicatori sufficienti. Alcuni fondi, che peraltro non sono neanche sufficienti, sono stati stanziati, ma la loro finalità ultima non è stata ben definita. Il risultato – continua Carfagna – è una confusione generale nella distribuzione e nella frammentazione dei finanziamenti che non va ad agevolare né il lavoro che andrebbe fatto a livello centrale né quello svolto sul territorio.”

Anche la presidente della Camera, Laura Boldrini, sottolinea: “Le donne che denunciano non sono abbastanza protette: occorre, quindi, fare di più, perchè sono i numeri a dirci che quello che si sta facendo non è abbastanza”. Sempre la terza carica dello Stato, in un messaggio inviato alle organizzatrici delle numerose iniziative oggi in Italia sul tema, afferma: “Occorre anche e soprattutto un profondo cambiamento del nostro modo di pensare, parlare, guardare, incluso il rispetto del linguaggio di genere. Perché il linguaggio rispecchia la cultura di una società e ne influenza i comportamenti. Va dunque coltivata, partendo dalle scuole, una cultura del rispetto delle differenze che è fondamentale per superare definitivamente i modelli dominanti nella nostra società”.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo sul tema, afferma: “Contrastare la violenza sulle donne e’ un compito essenziale di ogni societa’ che si proponga la piena tutela dei diritti fondamentali della persona. L’educazione al rispetto reciproco, nei rapporti personali e nelle relazioni sociali, e’ alla base del nostro vivere civile. La violenza sulle donne e’ un fenomeno sociale ingiustificabile che attecchisce ancora in troppe realta’, private e collettive e nessun pretesto puo’ giustificarla. Si tratta di comportamenti che vanno combattuti fermamente. Per estirparli, occorre agire sulla prevenzione, attraverso l’educazione dei giovani al rifiuto della violenza nei rapporti affettivi: amore e violenza sono tra loro incompatibili.”

Anche il Papa ha voluto celebrare questa giornata, incontrando questa mattina presso la Domus Santa Marta, undici donne con sei bambini, provenienti da una casa rifugio delle vittime della violenza domestica e della tratta della prostituzione.

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