COP 21, la sfida sul clima che non possiamo perdere

COP 21, la sfida sul clima che non possiamo perdere

Dal 30 novembre all’11 dicembre prossimi a Parigi si terrà la COP 21, conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, alla quale parteciperanno 193 Paesi.
L’atteso incontro internazionale è stato preceduto ieri a Montecitorio da una Conferenza dal titolo “COP21 – La sfida che non si può perdere. L’Italia e l’Europa verso la conferenza di Parigi”, organizzata dalla Presidente della Camera, Laura Boldrini, con l’obiettivo di accendere i riflettori mediatici sul summit delle Nazioni Unite e di raccogliere idee e proposte da parte di politici, studiosi, esperti, giornalisti e imprenditori, da portare direttamente in Parlamento. La Boldrini ha precisato al riguardo: “Sono fiduciosa e credo che riusciremo a farlo prima dei lavori di Parigi.”
Ha poi spiegato: “I cambiamenti climatici riguardano ciascuno di noi. Il senso di questa iniziativa è di ribadire che questo è un problema centrale e di raccogliere idee e suggerimenti dal mondo scientifico e dai giovani. Siamo già fuori tempo massimo e ci saranno comunque delle conseguenze, anche se ci atterremo al limite dell’aumento dei 2 gradi. L’importante – ha aggiunto – è che a Parigi ogni Stato prenda i propri impegni per non uscire dallo schema dei 2 gradi e monitorare successivamente gli impegni presi.” Infatti gli impegni presi nel 2015 dovranno essere tradotti in risultati tangibili entro il 2020.
La presidente della Camera ha avanzato proposte concrete per contrastare i cambiamenti climatici quali: il contenimento delle emissioni dei gas serra, l’agricoltura sostenibile, l’occupazione sostenibile, l’investimento sulle energie sostenibili, la riqualificazione di aree edilizie degradate per evitare ulteriore consumo di suolo.
La Boldrini ha voluto richiamare il senso di responsabilità degli italiani anche nei confronti degli eco-rifugiati, una nuova categoria di profughi costretti a migrare da territori resi inospitali da alluvioni, siccità e desertificazioni e ha concluso il suo intervento citando alcune frasi dell’Enciclica “Laudato sì” di Papa Francesco: “La politica serve perchè il mercato da solo non garantisce l’inclusione sociale. Per la tutela dell’ambiente serve una politica gentile e autorevole, onesta e partecipata. Portatrice di una visione ideale sul futuro del nostro Pianeta”.
A Montecitorio per l’occasione è stata allestita la mostra fotografica #WeAreThe ClimateGeneration che lancia l’omonima campagna online, alla quale tutti i cittadini europei possono aderire pubblicando selfie e messaggi contro il riscaldamento globale fuori controllo. I giovani della “climate generation” sono stati rappresentati in sala da Alessandro Crisci, studente del Liceo Scientifico Avogadro di Roma, che con interverrà al meeting di Parigi con una delegazione.
Al convegno hanno preso parte autorevoli relatori esperti in materia ambientale: Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente e Territorio della Camera, Francesco Rutelli, presidente della Fondazione Centro Futuro Sostenibile, il sindaco di Genova, Marco Doria, il geologo e divulgatore scientifico Mario Tozzi, commissario straordinario del Parco Regionale dell’Appia Antica, Francesca Rocchi, rappresentante della Coalizione italiana Clima, che raggruppa le associazioni ambientaliste, Stella Bianchi, presidente dell’Intergruppo parlamentare per il clima “Globe Italia”, Catia Bastioli, amministratrice delegata “Novamont Spa”, la professoressa Alessandra Bonoli dell’Università di Bologna, Simone Mori, direttore degli Affari europei del Gruppo Enel, Antonio Navarra, presidente del Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici e il professor Riccardo Valentini dell’Università della Tuscia.
In conclusione ha preso la parola il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti: “Abbiamo bisogno di interventi immediati perché i cambiamenti climatici comporteranno sconvolgimenti da qui a breve. Questo ci spinge a intervenire con forza nella messa in sicurezza del territorio ed è ciò che stiamo facendo”. Il ministro ha ricordato gli accordi siglati la settimana scorsa con le Regioni del valore di 800 milioni di euro subito disponibili per i primi cantieri.
Il ministro ha sottolineato: “la differenza culturale, morale, economica tra questo summit e quello di Kyoto è che il protocollo era sottoscritto da Paesi che rappresentavano il 55 % delle emissioni di CO2, ma quelli che erano nell’annesso uno, fra cui noi europei, che si erano impegnati a ridurre le emissioni rappresentavano il 12% degli emettitori a livello globale. Il nuovo accordo, invece, verrà sottoscritto da Paesi che rappresentano il 95% delle emissioni globali”. Potrà quindi incidere realmente sul cambiamento climatico mondiale, con un beneficio ambientale ed economico enorme.
“Alla COP 21 – ha concluso Galletti – l’Italia porterà l’accordo europeo, accordo ambizioso che si è chiuso sotto la presidenza italiana con un grande sforzo del Presidente Renzi: taglio di almeno il 40% della Co2 entro il 2030, del 50% entro il 2050, neutralità nel 2100 “.

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