INSPIEGABILE ABBASSAMENTO DEL MARE NEL TIRRENO CENTRO-MERIDIONALE

Giovedì scorso il mare si è “ritirato” all’improvviso, poi, tutto è tornato alla normalità. Le acque sono scese di circa 30 centimetri scoprendo lunghi tratti di arenile. Indagano i tecnici dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e dell’INGV.

Un mistero in queste ore aleggia nel nostro Paese dove numerosi bagnanti hanno assistito ad uno strano abbassamento del livello del mare, come se  le acque all’improvviso si fossero ritirate di alcuni metri. Il fenomeno, verificatosi lungo le coste calabre e laziali nella tarda mattinata di giovedì sta facendo impazzire scienziati e ricercatori, che ancora brancolano nel buio non riuscendo a dare una spiegazione plausibile all’evento.

Pur cessata dopo qualche ora, la variazione del livello delle acque marine ha ricordato ad alcuni abitanti di Gaeta – primi ad accorgersi dell’anomalo comportamento del Tirreno – lo tsunami nell’oceano Indiano del dicembre 2004, quando onde alte fino a 15 metri raggiunsero le coste asiatiche provocando oltre 200 mila morti tra Indonesia, India, Birmania. Thailandia, Sri Lanka, Bangladesh e Maldive. Non dimentichiamo, inoltre, che nel Tirreno meridionale è localizzato il vulcano sottomarino  Marsili, il più esteso vulcano d’Europa, indicato come potenzialmente pericoloso in quanto potrebbe innescare un maremoto che interesserebbe buona parte delle coste tirreniche. Un valido motivo per lanciare l’allarme e segnalare “l’anomalia” alle autorità competenti. L’episodio è stato registrato anche dalla Rete Mareografica Nazionale, l’organo dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale che si occupa della raccolta ed elaborazione dei dati relativi al clima marittimo, allo stato dei litorali e ai livelli marini. In particolare, la nuova stazione di Anzio, operativa dallo scorso anno, ha rilevato una variazione di livello del mare di circa 50 centimetri, dei quali 20-30 attribuibili a questo strano moto ondoso che si è chiaramente sovrapposto a quello di marea. Il mare che arretra è considerato da tutti gli esperti come un segnale di un imminente maremoto, un motivo in più per cercare di comprendere con esattezza cosa sia accaduto quel giorno in quel tratto di litorale. Intanto l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) esclude che il fenomeno possa esser stato provocato da un’attività sismica nella zona, anche se, alle 23.22 (ora italiana) dello stesso giorno, nel “distretto sismico Tirreno_meridionale_B”, si è verificata una scossa di magnitudo 4, a circa 480 metri di profondità. L’ipotesi più accreditata resta al momento quella di una “interferenza” provocata dalla perturbazione atmosferica di origine nord-africana, che proprio a metà settimana ha iniziato a martoriare la nostra penisola. Fatti come quello accaduto giovedì scorso, molto rari sulle coste tirreniche dell’Italia centro-meridionale, si verificano con una certa frequenza nella Sicilia occidentale (per lo più nel trapanese) e in quella meridionale (isola di Lampedusa).  La cosa sconcertante è però il fatto che il “marrùbbio” (o marrobbio, così è chiamato questo fenomeno caratterizzato da una repentina e imprevedibile variazione del livello del mare legata a particolari condizioni meteo-climatiche) si verifica soprattutto in autunno e primavera, mentre è raro in estate.
La Protezione Civile nel frattempo ha emesso un comunicato stampa per ammonire i cittadini che qualora si verifichino fenomeni analoghi a quello del 12 luglio, anche se di limitata entità, è necessario avvisare subito le Capitanerie di Porto competenti per territorio e allontanarsi dalla spiaggia, portandosi verso aree più elevate.

Roberto Mattei

15 luglio 2012

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