Valentino finisce in Qatar: made in Italy sempre meno in Italy

I grandi marchi del Made in Italy, da quelli della moda a quelli alimentari passando per i motori, sono sempre meno in Italy. Già qualche mese fa la Coldiretti aveva lanciato l’allarme: fra la fine del 2011 e l’inizio del 2012 sono state vendute le proprietà di alcuni dei più grandi marchi italiani per un fatturato di oltre 5 miliardi di euro.

Buitoni, Perugina, Antica Gelateria del Corso, Invernizzi, Peroni, Carapelli, Ducati, Bulgari, Coccinelle, sono solo alcuni dei marchi italiani che a partire dal 1988 sono stati venduti ad aziende straniere.

A questi nomi oggi si aggiunge quello di Valentino, il gruppo è passato difatti alla  Mayhoola for Investments Spc in Qatar: un affare che supera i 700 milioni di euro.

Con una nota il gruppo Valentino ha dichiarato:

“Con l’operazione Mayhoola acquisisce il controllo di Valentino Spa e la licenza M. Missoni, mentre MCS Marlboro Classic, altro marchio gestito dal gruppo è stato separato dal perimetro di cessione e resterà in carico a Permira”.

Un rappresentante di Mayhoola ha dichiarato:

“Valentino è da sempre un marchio di grande fascino e di indiscusso posizionamento. Siamo rimasti colpiti dal lavoro fatto in questi anni dai direttori creativi Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli e da tutto il management team guidato da Stefano Sassi. La loro capacità di coniugare l’estetica e i valori definiti dal fondatore Valentino Garavani con una visione contemporanea e sofisticata ha reso il marchio estremamente attuale e con un grande potenziale di sviluppo. Il nostro obiettivo è supportare il management per raggiungere una piena valorizzazione delle prospettive di questo magnifico marchio. Crediamo che Valentino sia la base di partenza ideale per creare una più ampia presenza nel settore del lusso”.

L’amministratore delegato di Valentino, Stefano Sassi ha invece affermato:

“Siamo molto soddisfatti di questa operazione e negli ultimi anni, nonostante il mercato del lusso presentasse momenti altalenanti, l’azienda ha sempre operato con grande intensità e con un orientamento di lungo termine, finalizzato a cogliere a pieno le grandi potenzialità del marchio. Il lavoro svolto ha portato a una sensibile crescita del fatturato, pari a circa il 60% tra il 2009 e il 2012. L’attuale positiva evoluzione di Valentino potrà essere ulteriormente accelerata con il contributo del nuovo azionista”.

Ricordiamo che il fondatore della maison, Valentino Garavani, aveva lasciato definitivamente la casa di moda nel 2007 dopo aver festeggiato i 45 anni di una carriera che lo ha consacrato come uno dei nomi e dei volti più noti della moda mondiale.

Un altro pezzo del tricolore made in Italy, quello del “rosso” più famoso del mondo, passa in mani straniere. Tagli alla cultura, monumenti ed opere d’arte in via d’estinzione così come la biodiversità della flora e fauna mediterranea e un mercato editoriale dove vendono solo i libri che rispecchiano lo stile trash dei reality show: sarà questo il motivo di tanta italica crisi?

Enrico Ferdinandi

12 luglio 2012

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