«Suburra», a Ostia foto con attori per esponente del clan Spada

«Suburra», a Ostia foto con attori per esponente del clan Spada

«Esponente clan Spada sorride felice accanto all’attore che lo rappresenta nel film #Suburra», questa le denuncia via social postata dal senatore Pd Stefano Esposito, con tanto di immagine dove si vedono gli attori Pierfrancesco Favino e Claudio Amendola posare nella classica foto fan con un sorridente e soddisfatto Francesco Spada, membro di uno dei clan più potenti del litorale. A vederlo stringere con una mano la spalla dell’attore e con l’altra fare il segno della vittoria, ci si sente veramente presi per il culo. Non dagli attori ovviamente, che, come sottolineato per primo dal senatore Esposito ed in seguito dagli attori stessi, «non potevano ovviamente sapere chi fosse quel personaggio, ho voluto avvisarli».

Quale occasione più ghiotta della presentazione del film per sbeffeggiare e sfidare attraverso un gesto banale quel senso di giustizia e legalità che a me riporta in mente ogni singolo uomo che ha dato la vita in nome di queste due parole. Uno fra tutti Paolo Borsellino, che nell’ultima lettera da lui scritta – indirizzata ad una Preside di Padova – alle 5 del mattino del 19 Luglio 1992, dodici ore prima dell’esplosione che avrebbe annientato la sua vita, diceva: «Io non ho tempo da dedicare neanche ai miei figli, che vedo raramente perchè dormono quando esco da casa ed al mio rientro, quasi sempre in ore notturne, li trovo nuovamente addormentati. Ma è la prima domenica, dopo almeno tre mesi, che mi sono imposto di non lavorare e non ho difficoltà a rispondere, però in modo telegrafico, alle Sue domande». Ecco, è pensando proprio alle ultime parole di un uomo come Borsellino, imperterrito nella sua lotta alla criminalità organizzata, che aveva confidato di non fare più gesti di tenerezza a Fiammetta, la sua figlia più piccola, perché stava cercando un distacco affettivo dai suoi figli per non farli soffrire quando sarebbe toccato a lui morire, dopo il suo amico d’infanzia e collega Falcone, che fa male vedere quella faccia strafottente.

Il senatore Esposito, commissario di partito nel Municipio di Ostia, scrive: «Solo a Ostia può succedere questo», dichiarando che l’intento della sua denuncia era di «informare gli attori Amendola e Favino, persone serie e perbene, che tra le tante foto scattate ad Ostia, durante la presentazione del film Suburra, ne hanno una che li ritrae insieme a Francesco Spada, appartenente ad uno dei clan più potenti del litorale. La foto, peraltro, è stata scattata dalla sorella di `Romoletto´, cioè Carmine Spada, capoclan dell’omonima famiglia, attualmente in carcere per estorsione con l’aggravante del metodo mafioso. Da quando ho messo piede a Ostia ho capito che nulla è come appare e solo lì può succedere che un appartenente ad un noto clan malavitoso vada a vedere un film su se stesso, Suburra, facendosi fotografare, felice e sorridente, insieme agli attori protagonisti. Mi dispiace per gli Amendola e Favino che, ovviamente, non potevano sapere chi fosse quel personaggio accanto a loro. Spada, invece, avrà capito che il film parla di loro e dei cugini Casamonica?».

Immediata la risposta dei due attori, increduli di scoprire che fra le tante foto scattate ce ne fosse una con l’esponente del clan Spada. «Non sapevo nulla di questa foto. Ma in occasione delle presentazioni ci sono sempre tante persone intorno ed anche ad Ostia è stato così» dice Favino, «tante persone che non sai chi sono, oltretutto c’erano anche molte persone della sicurezza, ma nessuno ci ha avvisati. Io non se sapevo nulla, lo apprendo ora». Amendola commenta così: «Sono cose che accadono alle anteprime, quando scatti cento foto al giorno. Non so con chi ho fatto le foto in occasioni come queste, capita spesso è normale. Ed è anche ovvio che non conoscessi la persona in questione».

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