Crisi: 48 milioni di disoccupati in Europa

La crisi europea ha pesanti ripercussioni soprattutto sulla disoccupazione, è questo il quadro che emerge dai dati diffusi quest’oggi dall’Ocse che ha presentato l’“Employment outlook 2012” i cui dati evidenziano di come nel solo mese di maggio 2012 in Europa i cittadini senza lavoro siano arrivati a toccare quota 48 milioni, il 7,9% della popolazione.

Il segretario generale dell’Ocse, Angel Gurria, alla presentazione del rapporto a Parigi ha dichiarato:

 

“Il peggioramento delle prospettive economiche è una pessima notizia per il mercato del lavoro. I governi devono utilizzare ogni mezzo per aiutare chi cerca lavoro, in particolare i giovani, che rischiano di subire danni di lungo termine alla loro carriera e alla loro vita”.

Tuttavia, secondo l’organizzazione, anche se la percentuale di disoccupati rispetto al 2007 è salita notevolmente e per la fine dell’anno è destinata a salire fin oltre l’8% dal 2013 dovrebbe scendere di nuovo.

La previsione peggiore nell’euro-zona: “dove nei prossimi mesi dovrebbe aumentare ulteriormente prima di stabilizzarsi nel 2013”.

Tra i temi su cui punta i riflettori l’Ocse, l’aumento della disoccupazione di lungo periodo, considerato che disoccupato su tre e’ tale da oltre 12 mesi nell’area e la percentuale si avvicina alla meta’ (44%) nei Paesi Ue. Non solo, il numero dei disoccupati da due anni o piu’ e’ aumentato di 2,6 milioni dal 2007, raggiungendo 7,8 milioni ed e’ il gruppo a maggior rischio di poverta’ ed esclusione sociale.

Fra i paesi in cui ci saranno, e ci sono, più problemi di disoccupazione troviamo al primo posto la Spagna, dove per fine 2012 si arriverà al 24,5% e per il prossimo anno si pensa possa arrivare al 25,3%, la Grecia 21,2% nel 2012 e 21,6% nel 2013 e la Francia con un tasso di disoccupazione del 9,8% nel 2012 e un possibile 10% nel 2013. Male anche l’Italia dove il per fine anno si arriverà al 9,4% e per il prossimo anno si prospetta un 9,9%.
Bene la Germania dove il tasso di disoccupati è del 5,4% e per il 2013 si prevede una flessione dello 0,2%.

In un quadro del genere l’Ocse raccomanda di attivare azioni che aiutino i disoccupati a mantenersi in contatto con il mondo del lavoro per evitare che restino imprigionati dalla disoccupazione.
Avanti quindi con la promozione di lavori sussidiati con fondi pubblici e sopratutto gli aiuti alle nuove assunzioni, cosi’ come apprendistato e programmi di formazione possono essere un valido aiuto per i giovani.

Per quanto riguarda l’Italia l’Ocse ha inoltre precisato: “è stata colpita duramente dalla crisi ed è probabile che la disoccupazione continui ad aumentare” ma plaude comunque alla riforma del mercato del lavoro approvata lo scorso giugno dal Parlamento e invita il nostro Paese ad attuarla in tempi rapidi.

E.F.

10 luglio 2012

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