Inaugurato a Messina un monumento al mito degli angeli russi

C’è un profondo e vivo legame storico che lega Messina alla Russia, dopo gli aiuti prestati dai marinai russi alla popolazione colpita dal terribile terremoto delle ore 5,21 del 28 dicembre 1908. Così lo scorso 9 giugno è stata l’occasione per rinvigorire questi rapporti, con la dedicazione di un grande monumento in ricordo di quell’evento che segnò la storia della città e per onorare l’intervento umanitario della Marina dello Zar. Il Progetto del monumento risale al 1911 ed è dello scultore P.Kufferle, realizzato ed installato con il patrocinio di V.I.Voskresensky e dall’ing. progettista V. Meshangin, con l’assistenza dell’Amministrazione di Messina  e del Consolato Generale russo a Palermo.
L’evento ha avuto luogo alla presenza di tutte le autorità civili e militari di Messina, che hanno assistito all’inaugurazione del monumento donato al Comune di Messina dalla Fondazione Sant’Andrea Apostolo di Mosca, dal Centro perla Gloria Nazionale di Russia e dal Fondo internazionale per la Cultura Slava, organizzazioni russe che gravitano intorno alla figura di Vladimir Yakunin, l’attuale presidente delle Ferrovie Russe e presidente della Fondazione Sant’Andrea, che è intervenuto personalmente alla cerimonia, dimostrando la sua grande attenzione di amicizia e di cooperazione con l’Italia.

All’evento, oltre a Yakunin, erano presenti l’ambasciatore russo a Roma Alexei Meshkov, l’ambasciatore d’Italia a Mosca Antonio Zanardi Landi, il contrammiraglio Leonid Sukhanov, vice comandante del quartier generale della Flotta della Marina Russa e le autorità italiane guidate dal sindaco Giuseppe Buzzanca. Il presidente Giorgio Napolitano, per l’occasione, ha fatto pervenire al presidente della Fondazione Sant’Andrea un messaggio personale di ringraziamento, gratitudine e amicizia.
Sempre il 9 giugno, nell’ambito della celebrazione, si è tenuta una preghiera ecumenica nel Duomo di Messina, a cui hanno partecipato anche ecclesiastici russi e ortodossi, poi la banda musicale della Marina militare russa ha marciato per le strade di Messina fino a raggiungere la Capitaneria.
Il giorno precedente, nella suggestiva cornice dei giardini pubblici della città di Taormina, era stato inaugurato un busto dedicato allo zar Nicola II, che aveva  avuto un ottimo rapporto personale con la Sicilia e dove si era  più volte recato in visita.
Il coraggioso intervento della marina Russa ebbe luogo il giorno successivo al sisma, che aveva completamente rasa al suolola città di Mesina con uno dei più violenti terremoti che hanno colpito l’Italia, in  cui trovarono la morte 60 mila persone, all’epoca circa la metà della popolazione della città. Nelllo stesso giorno anche Reggio Calabria fu colpita da grandi distruzioni con oltre 15.000 morti.
l’ammiraglio russo Ponomareff,  davati a quella tragedia, senza aspettare conferme dall’alto, ordinò alle quattro navi della Marina Russa “Makaroff”, “Guilak”, “Korietz” e “Bogatir”, che si trovavano nel porto di Augusta, di dirigersi immediatamente a portare aiuto alle popolazioni colpite.  I marinai russi, per 6 giorni, furono gli unici a portare soccorsi ai feriti e dispersi, salvando da sotto le macerie centinaia di persone, trasportando circa tre mila feriti negli ospedali di Palermo e distribuendo le prime necessità ai superstiti, mantenendo perfino l’ordine, in quanto le autorità locali non esistevano più. Solo dopo intervenne la Marina Italiana, che  prese il comando delle operazioni.
Fu così che nacque il mito degli “angeli russi”, ancora vivo nei ricordi e nell’immaginario collettivo dei messinesi, a cui è stato tramandato dalle generazioni precedenti che vissero il dramma dell’immane terremoto.

Sebastiano Di Mauro

7 luglio 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook