Luciano Ligabue fa sentire la sua voce dai luoghi del terremoto emiliano

Le immagini che giungono in questi giorni ai nostri occhi, dai luoghi colpiti dal terremoto in Emilia Romagna sono veramente terribili e raccapriccianti. E’ impossibile non sentire una grande tristezza ed un grande senso di impotenza, che però fa scattare, in tutti coloro che hanno un minimo di sensibilità, la voglia di  fare qualcosa per alleviare il dolore ed il disagio di queste popolazioni.

Anche il mondo dell’arte, sicuramente, si mobiliterà, per mettere in atto delle iniziative, mediante il loro specifico talento,  che possano servire da stimolo per sensibilizzare le coscienze civili e raccogliere fondi per la ricostruzione di quei territori, affinchè la vita in quei luoghi riprenda con tutte le sue attività, per contribuire  al benessere dell’intero Paese.

Tra gli artisti che vogliono fare qualcosa c’è Luciano Ligabue, che ha vissuto in prima persona proprio in quelle località questa triste esperienza, ed in proposito ha fatto sapere:
“Le scosse del terremoto non sono solo fisiche. La paura ti si piazza dentro e resti in balia degli eventi. Non c’è nessuno che possa rassicurarti. Si guarda allo storico, si cerca di fare un quadro ma alla fine diranno sempre che si  tratta di un’anomalia e che non si può prevedere un bel niente. Ci si sente piccolissimi.
Tutto diventa precario. Ma soprattutto si soffre l’impotenza di proteggere i propri cari. Quello del ’96 fu grosso (naturalmente non come questo) e aveva avuto come epicentro proprio Correggio e Novellara. Fece alla mia cittadina più danni di questo. Eppure il trauma è più forte stavolta.
La maggior parte di noi continua a dormire all’aperto. Diversi altri hanno fatto le valigie e se ne sono andati lontani non si sa per quanto. Ed è chiaro che tutto questo è niente rispetto a ciò che è successo a pochi chilometri da qui.

Avete visto tutti in tv, sul web, sui giornali. C’è poco da aggiungere a quelle immagini. Mi auguro che la protezione civile, lo Stato e le istituzioni stiano vicini alle persone più colpite, anche in un momento di crisi profonda come questo. Nessuno si deve sentire solo né abbandonato.
Cercherò di fare qualcosa pure io anche se, come immaginerete, in questi giorni non è proprio facile.
Grazie a tutti quelli di voi che hanno fatto sentire la propria solidarietà ma ancora di più a quelli che aiuteranno anche solo con un piccolo pensiero”.

Mi è sembrato positivo divulgare lo stato d’animo e la voglia di agire di quest’artista, perchè possa servire da stimolo per i tanti che, in un modo o nell’altro, sono nelle sue medesime condizioni di poter fare qualcosa, ma non hanno ancora avuto la possibilità di agire.

Sebastiano Di Mauro
3 giugno 2012

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