L’orda islamica

di Federico Cirillo

Bollettino: l’avanzata islamica non conosce tregua; i seguaci di Maometto, gli arabi, i mori e i califfi invadono, senza sosta alcuna, la nostra Europa; prolifican come conigli e ogni loro discendente esige una propria Sinagoga, un suo luogo di culto. Bisogna fermarli, contrastarli, depauperizzarli, tassarli e impedire nuove nascite.

No, non è un bollettino di guerra dal sapore medievale, né un documento datato 1683, di quando i Turchi maramaldeggiavano sotto Vienna. Ma è semplicemente Borghezio, oggi, 2011:

“Operare un controllo sulle nascite non è possibile, ma tassare gli islamici che fanno troppi figli sarebbe certamente una misura equitativa a fronte del rilevante costo delle mega-famiglie musulmane, di cui il nostro welfare si deve fare carico. Il tasso di riproduzione degli immigrati di religione musulmana è il doppio di quello dei cristiani e questo è un pericolo reale. La grande avanzata islamica in Europa, apparentemente inarrestabile, potrebbe costituire il futuro esercito di Bin Laden nei nostri ghetti urbani. Noi dovremmo fare di tutto per difenderci da questo pericolo in agguato.”

Piccoli Bin Laden crescono, dunque, nelle periferie delle nostre città; embrioni di cellule terroristiche stile Al-Queda, prolificano, secondo il leghista intransigente, ai bordi delle strade, le nostre strade!
Ed ecco che interviene l’ingegno cristallino del fine politico: non un controllo sulle nascite, non siamo mica la Cina – senza considerare l’ampia incostituzionalità della cosa – bensì una più semplice e raffinata tassazione maggiore per quelle famiglie musulmane che “sfornano” figli in quantità; il problema meglio estirparlo dalla radice insomma. Così, mentre l’Italia boccheggia nel mare della cassa integrazione, affogando nei miasmi della fiscale evasione, e nel mentre che le casse dello Stato son prosciugate da stipendi dorati di segretari, sottosegretari e militanti di qualsiasi partito già in fila sulla scaletta dei loro aurei scivoli, torna, anzi, persiste la paura dello straniero, il barbaro invasore, l’islamico conquistatore.
Che sia una vera e propria proposta di legge o una semplice, ennesima, sparata xenofoba, le parole di Borghezio non sono altro che un mero riassunto del clima sociale nella penisola: un clima tetro, malsano, alimentato da coloro che soffiano sul fuoco del razzismo pur di ottener consensi, pur di distrarre masse. E l’eco di Kavafis torna sempre più attuale:

“..e ora, che sarà di noi senza Barbari?
Loro erano una soluzione.”

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